Covid-19, il peso per chi soffre di malattie reumatiche

L'emergenza Covi-19 ha influito sul peggioramento della condizione di salute di 4 persone su 10 affette da patologie reumatologiche

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Il dolore. L’infiammazione. Il fastidio che non permette di fare i movimenti, anche semplici. Una malattia reumatica – sono un vero e proprio arcipelago con caratteristiche specifiche – spesso comincia così. Ma si pensa che sia qualcosa di diverso, si passa magari anche attraverso auto-cure più o meno improbabili e si perde tempo. Proprio il tempo, però, “è la variabile fondamentale per affrontare la situazione. Prima di arriva con la diagnosi e meglio è. Purtroppo la pandemia da Covid-19 ha creato problemi in questo senso: in occasione della Giornata Mondiale dedicata alle malattie reumatiche parte una campagna d’informazione, che mira a sensibilizzare su queste complesse situazioni.

Il peso di Covid-19

Circa 4 persone  su 10 affette da patologie reumatologiche pensano che l’emergenza Covid-19 abbia influito in maniera diretta sul peggioramento della propria condizione di salute. Quasi una persona su tre (26,2%) ha avuto difficoltà nell’accesso ai farmaci necessari per le proprie cure. Per oltre 7 persone su 10 e-mail e whatsapp sono stati gli strumenti alternativi più utilizzati rispetto al rapporto diretto medico-persona.

Nuove diagnosi delle patologie reumatologiche effettuate negli ultimi 6 mesi in calo del 39,8% rispetto allo stesso periodo del 2019, con punte del -70% al Sud. L’effetto Covid-19 ha inciso in maniera importante sulle condizioni di salute degli oltre 5 milioni di italiani affetti da una delle oltre 150 patologie reumatologiche, come dimostrano i dati della terza edizione della ricerca Osservatorio APMARR-WeResearch “Vivere con una patologia reumatologica”, promossa da Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare – APMARR APS in occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Reumatologiche 2020.

“Il dato sicuramente più preoccupante emerso dalla ricerca “Vivere con una patologia reumatologica” è che il 44,2% delle persone intervistate, affette da patologie reumatologiche, ha dichiarato un peggioramento della propria condizione generale di salute dovuto al periodo dell’emergenza Covid-19, in particolare le persone hanno rilevato degli effetti particolarmente negativi sulla loro condizione psicologica. I sintomi di sofferenza psichica più frequenti sono stati: depressione ed elevati livelli di ansia a causa del forte stress emotivo. Il malessere psicologico ha causato effetti diretti nel peggioramento dei sintomi della malattia reumatologica oltre ad altri effetti correlati come ad esempio l’insonnia. L’isolamento forzato dovuto al lockdown ha fatto mancare alle persone quel sostegno sociale che è fondamentale per il benessere psicologico di ognuno di noi e in particolar modo per chi è affetto da qualche patologia cronica.

Una campagna per informare

La campagna d’informazione ha un titolo stimolante: “Reuma che? Parlane con il tuo farmacista”. Come  spiega Antonella Celano,  presidente dell’Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare – APMARR APS l’obiettivo è puntare su più informazione e conoscenza sulle patologie reumatologiche per avere la possibilità di poter fare un maggior numero di diagnosi precoci.

“A partire dal 20 ottobre invito pertanto tutti i cittadini ad andare nelle farmacie italiane per togliersi tutti i dubbi che hanno in merito alle patologie reumatologiche, troveranno farmacisti pronti ad aiutarlionsigliandoli e indirizzandoli verso il miglior percorso di diagnosi e cura – prosegue Celano. La campagna raggiungerà gli oltre 35.000 farmacisti italiani e le oltre 18.000 farmacie a dimostrazione di come la farmacia si confermi essere il primo presidio sanitario di fiducia che incontrano i cittadini nella loro vita quotidiana a tutela della propria salute”.

Le farmacie, durante l’emergenza Covid-19, come si evince dai dati della ricerca Osservatorio APMARR-WeResearch “Vivere con una patologia reumatologica”, si sono infatti confermate essere il primo presidio sanitario a disposizione dei cittadini per avere accesso immediato e diretto ai farmaci. Più di sette persone su dieci affette da malattie reumatologiche (72,2%) hanno utilizzato la farmacia come canale diretto per l’acquisto dei farmaci di cui avevano bisogno, il 14,2% ha usufruito del servizio di consegna a domicilio attivato dalle farmacie mentre il 12,5% ha ottenuto i farmaci necessari per le cure della propria patologia presso le farmacie ospedaliere.

Per le persone affette da patologie reumatologiche i farmaci sono necessari per le loro cure per poter riuscire ad arrivare a una remissione della malattia ma l’accesso al farmaco, durante l’emergenza, non sempre si è rivelato adeguato.

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