Covid-19 e vaccino, quanto pesa l’effetto “nocebo”

Effetto nocebo: come agiscono le percezioni negative sugli effetti collaterali del vaccino anti-Covid

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Si sa che la mente può guidare le risposte del corpo. Quando abbiamo molto timore e poca conoscenza di un trattamento, possiamo essere psicologicamente portati ad “amplificare” le percezioni negative legate agli effetti collaterali di una terapia o di una vaccinazione.

Si tratta in pratica di un effetto opposto a quello placebo che spiega i miglioramenti apparentemente inspiegabili legati all’assunzione di sostanze inerti, credute però farmaci. La scienza parla di effetto “nocebo”.

Una ricerca italiana, pubblicata su The Lancet Regional Health – Europe ha studiato questa reazione nelle persone vaccinate per il virus Sars-CoV-2, scoprendo che una significativa quota di eventi avversi non sarebbero un risultato del vaccino di per sé ma sono dovuti a una risposta opposta all’effetto placebo, ossia all’effetto nocebo.

Quanto pesa “l’aspettativa”

Ciò che ci aspettiamo possa succedere, insomma, giocherebbe un ruolo importante nel definire il benessere dopo un trattamento medico. Anche per la vaccinazione per Covid-19.

Lo studio che lo dimostra è stato condotto da un team di ricercatori coordinato da Martina Amanzio del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino, in collaborazione con prestigiosi centri di ricerca nazionali (Dipartimento di Neuroscienze, NEUROFARBA – Sezione di Psicologia, Università di Firenze) e internazionali, dislocati negli Stati Uniti (Department of Psychiatry and Human Behavior, Brown University) e in Grecia (Department of Neurology, Aeginition Hospital, National and Kapodistrian University of Athens).

La ricerca rivela, in accordo con la teoria cognitiva dell’aspettativa, come gli eventi avversi rilevati nei trials clinici dei vaccini per il COVID-19 siano associati a un effetto nocebo.

Con il termine si intende una reazione negativa – meno descritta rispetto al suo opposto, la risposta al placebo – caratterizzata dall’espressione di effetti collaterali in gran parte sollecitati dall’aspettativa della comparsa di eventi avversi in seguito alla somministrazione di un farmaco o di un placebo.

Sono stati presi in esami tre studi di vaccini approvati dalle entità regolatorie in Ue (EMA) e negli Usa (FDA): due basati su mRNA (38.403 partecipanti) e un tipo ad adenovirus (6.736 partecipanti). In particolare, sono stati analizzati i dati di sicurezza (fase III) rispetto agli effetti collaterali sollecitati nei gruppi placebo, trattati con soluzione fisiologica, e per il farmaco attivo, prendendo in considerazione due vaccini a mRNA e uno ad adenovirus. I risultati dello studio hanno evidenziato un’incidenza di eventi avversi comunemente riscontrati in tutti i trials, nei gruppi placebo e nei gruppi farmaco attivo.

Gli eventi avversi (AEs) dei farmaci sono una caratteristica centrale delle informazioni di valutazione della sicurezza. Gli AEs studiati nei gruppi che ricevono il placebo, attraverso somministrazione di soluzione salina, vengono descritti in termini di risposta nocebo, comune nella pratica clinica. Il motivo per cui questi AEs si verificano non è chiaro e la comprensione dei meccanismi sottostanti è una sfida continua. I sintomi riscontrati nei gruppi placebo possono essere dovuti ad aspettative negative e causare rischi sulla salute fisica e mentale associati all’effetto del nocebo,

Cosa succede con i vaccini per Sars-CoV-2

La ricerca ha analizzato le reazioni avverse “sollecitate”, riferite a un elenco di sintomi che i partecipanti hanno segnalato utilizzando diari elettronici – entro sette giorni dall’inoculazione del placebo o del vaccino.

Inoltre, sono stati valutati gli AEs “non sollecitati” (riportati spontaneamente entro 28 giorni dopo l’iniezione), in termini di sintomi gravi (Serious Adverse Events, SAEs) in tutti i gruppi dei tre studi selezionati.

I risultati hanno evidenziato un profilo degli AEs sollecitati nei bracci placebo paragonabili a quelli del vaccino, anche se la percentuale era più elevata nei gruppi attivi. Gli AEs sollecitati e più frequentemente riportati sono stati: affaticamento, mal di testa, dolore locale come reazione al sito di iniezione, e mialgia/dolore muscolare.

In particolare, rispetto alle prime dosi, la fatica è stata riportata dal 21-29% nei gruppi placebo e dal 37-42% nei gruppi farmaco attivo; il mal di testa dal 24-27% e 33-39% nei gruppi placebo e farmaco attivo rispettivamente; e i dolori muscolari dal 10-14% nei gruppi placebo e dal 18-33% nei gruppi farmaco attivo.

Anche le reazioni al sito di iniezione erano comuni: 12-17% nel placebo e 48-84% dopo la vaccinazione attiva. Gli AEs di affaticamento, mal di testa e dolore sono più comuni nella popolazione più giovane e per le prime dosi dei vaccini a mRNA (sia nei gruppi placebo sia per il farmaco attivo).

Altri eventi avversi, presenti in entrambi i gruppi (placebo e attivo), sono stati riportati meno frequentemente. In generale, i soggetti più giovani erano più propensi a segnalare eventi avversi. I SAEs sono stati definiti in linea con il tasso di eventi atteso nella popolazione generale e non correlati alla vaccinazione.

Nonostante ci sia un’incidenza maggiore di AEs nei gruppi vaccino rispetto ai gruppi trattati con placebo è evidente che la maggior parte di questi effetti collaterali non sono dovuti al vaccino di per sé ma possono essere attribuiti all’effetto del nocebo. I risultati suggeriscono che una proporzione sostanziale di AEs sollecitati non sono un risultato del vaccino di per sé, ma sono dovuti quindi all’effetto del nocebo.

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