Covid-19 e stress, quanto conta la risposta della comunità

Uno studio ha cercato di misurare il tasso di risposta allo stress verso le iniziative di controllo della pandemia: i risultati e cosa occorre fare

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Che l’infodemia, ovvero la continua e pervasiva proposta di informazioni su Covid-19, sia alla base di una condizione di tensione emotiva nella maggior parte delle persone è ormai acclarato. Ricevere costantemente stimoli, a partire dalla quotidianità del bollettino di nuovi casi, vittime, ricoveri e guariti per arrivare fino alla conta delle varianti ed al loro possibile impatto sulle persone, rappresenta un motivo di continuo stress.

Ma a prescindere dalle reazioni del singolo, appare interessante anche capire come su scala nazionale il modello di risposta di una popolazione possa rappresentare una sorta di “indicatore” per capire come si risponde alla tensione. Per provare a definire questa variabile che comprende un intero Paese arriva ora una ricerca apparsa su Scientific Reports che tratteggia, in base a modelli matematici, i diversi atteggiamenti in questo senso e come questa variabile possa impattare sulla tendenza delle diverse ondate cui abbiamo assistito e stiamo vivendo.

Tre fasi che si ripetono

Lo studio è stato realizzato dagli esperti dell’Università di Leicester e ha cercato di misurare il tasso di risposta allo stress, ovvero la capacità di rispondere alle iniziative di controllo della pandemia, e l’intensità dell’esaurimento spontaneo, quindi il calo di un atteggiamento razionale, delle diverse comunità di persone.

Tredici le nazioni esaminate: Cina, Usa, Gran Bretagna, Germania, Colombia, Italia, Spagna, Israele, Russia, Francia, Brasile, India ed Iran. Per ogni realtà sono stati presi i dati relativi ai 200 giorni successivi ai primi cento casi di infezione rilevati in ogni Paese. Nelle ondate esaminate si è visto che lo stress sociale rappresenta una modalità di risposta comune a tutte le persone, ma anche che la sua durata e la sua intensità dipendono da fattori vari che si possono raccogliere in cicli.

Inizialmente si parte da un momento di sostanziale scarsa conoscenza della situazione, cui segue una fase psicologica di resistenza, in cui si tende a seguire consapevolmente e attivamente misure di distanziamento sociale, ad impiegare correttamente le mascherine ed altro.  Infine si arriva ad una sorta di “esaurimento” della capacità di risposta, con sostanziale difficoltà a seguire queste norme.

La velocità con cui questo ciclo si ripete è in gran parte determinata dal tasso di risposta allo stress di una popolazione e dalla velocità con cui si arriva a questa sorta di “esaurimento mentre la Cina ha avuto una risposta allo stress elevatissima e condivisa. Dopo l’iniziale picco di casi, si è verificato un calo drastico dell’infezione, anche per la risposta sicuramente unitaria da parte delle persone. Ovviamente, l’analisi non rileva le diverse situazioni politiche ma si limita a valutare questi dati, fornendo indicazioni interessanti in chiave di diffusione delle informazioni e di condivisione degli atteggiamenti più corretti sul fronte scientifico per frenare la diffusione del virus Sars-CoV-2.

Ognuno risponde a modo suo

Se in chiave di popolazione i dati della ricerca dimostrano fondamentalmente che le reazioni di una popolazione rappresentano la somma di atteggiamenti dei singoli, va detto che non è semplice individuare risposte univoche da parte di tutti, come stiamo vedendo.

L’importante è mantenere la barra salda, seguendo le indicazioni di prevenzione, controllando al meglio le possibili reazioni che si possono alternare, che vanno dalla negazione fino all’estremo allarmismo. In questo bilanciamento Covid-19, vista anche la durata della pandemia e il susseguirsi di ondate epidemiche, rappresenta uno stimolo che porta molte persone in una condizione di stress cronico.

È importante avere una reazione il più possibile consapevole, tipica delle personalità equilibrate, modulando le risposte e attuando le misure individuali di prevenzione consapevole, dalla vaccinazione fino alla protezione con mascherine e distanziamento. L’importante è capire che non tutti reagiamo allo stesso modo.

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