Covid-19, così geni e virus del raffreddore potrebbero limitare l’infezione

Si cerca nella genetica la predisposizione ad ammalarsi in modo grave di Covid. Mentre il raffreddore potrebbe rivelarsi un agente antivirale naturale

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Sono ancora tanti i misteri che accompagnano l’infezione da virus Sars-CoV-2. Bisogna soprattutto capire come mai in alcune persone l’infezione decorra quasi senza sintomi e in altre possa diventare così grave da condurre alla terapia intensiva. Contano ovviamente l’età, eventuali altre malattie concomitanti, il sovrappeso, il genere maschile (negli uomini il quadro tende ad essere più serio) solo per citare alcuni fattori. Ma pare proprio che anche altri elementi possano influire sull’intensità dell’infezione e sulla risposta dell’organismo.

In questo senso, studi molto recenti mettono in luce meccanismi di grande interesse speculativo e scientifico, legati da un lato ad una sorta di predisposizione genetica protettiva dall’altro ad una sorta di “competizione tra Sars-CoV-2 e i virus del raffreddore che potrebbero quindi diventare per una volta “amici” della salute.

Lo studio italiano sulla genetica

Cinque mutazioni specifiche su due geni. Sono state scoperte nel nostro patrimonio genetico da un gruppo di ricerca italiano e potrebbero essere alla base della predisposizione ad ammalarsi in modo più grave. le mutazioni specifiche del DNA potrebbero avere quindi un ruolo nel caratterizzare le forme più serie dell’infezione. Lo studio, coordinato da Mario Capasso, del gruppo del Ceinge-Biotecnologie avanzate di Napoli e Achille Iolascon – i due sono docenti di Genetica Medica dell’Università  Federico II di Napoli – è stato pubblicato su Science.

Non è la prima volta che si parla del ruolo della costituzione genetica nel caratterizzare gravità e intensità di Covid-19, visto che già sono state identificate tipologia genetiche legate ai gruppi sanguigni o al controllo dei meccanismi dell’infiammazione che potrebbero influire sulla situazione.

Lo studio italiano concentra l’attenzione su due particolari “pezzetti” di DNA: uno si chiama TMPRSS2 e l’altro MX1. Su questi due tratti genetici si concentrerebbero cinque mutazioni che potrebbero consentire di spiegare meglio l’evoluzione più seria dell’infezione, oltre ovviamente ai fattori già noti. L’analisi per arrivare a questa osservazione è stata estremamente dettagliata: sono stati presi in esame più di un milione e mezzo di informazioni genetiche raccolte in tutto il mondo, comprese quelle relative a circa 7000 persone che avevano sviluppato Covid-19 in forma seria. Grazie all’indagine, ovviamente, sul fronte terapeutico cambia poco ma potrebbe in futuro diventare prassi valutare attraverso test sul DNA la conformazione del patrimonio genetico dei soggetti malati, per poter prevedere in anticipo chi potrebbe essere a maggior rischio.

Il raffreddore “nemico” di Covid-19?

Pensate ad una strada a senso unico, molto stretta. Se un’auto si ferma, quella dietro non può certo passare. Così si crea una sorta di competizione, ma chi segue avrà comunque difficoltà a oltrepassare il blocco. Ecco, forse qualcosa di simile, ovviamente in termini invisibili, potrebbe accadere con il virus del raffreddore, causato soprattutto da ceppi della famiglia dei rinovirus e anche da altri coronavirus.

In pratica, in caso di starnuti, occhio rossi e magari un leggero senso di spossatezza determinati appunto dal classico malanno di stagione si potrebbe verificare una sorta di “stimolo” per le difese, sotto forma di produzione di un agente antivirale naturale prodotto dall’organismo, ovvero l’interferone. La sua azione, in qualche modo, potrebbe quindi limitare l’attacco del virus Sars-CoV-2.

L’ipotesi, molto suggestiva è testimoniata da una ricerca dell’Università di Glasgow che in qualche modo dimostra proprio questo effetto di competizione. Se c’è il virus del raffreddore, forse, si “limita” la strada alla replicazione di Sars-CoV-2. Va detto che siamo solo in laboratorio ma la teoria è affascinante e confermerebbe uno studio dell’Università di Yale che già aveva dimostrato questo meccanismo “competitivo” tra virus. siamo solo in fase di ricerca, ma chissà che per una volta il raffreddore non possa essere considerato un amico e non un disturbo!

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Covid-19, così geni e virus del raffreddore potrebbero limitare l&#82...