Covid-19, così agita la psiche dei bambini

Rabbia, noia, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno, solitudine: l'impatto della pandemia sulla salute mentale di bambini e adolescenti

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Quando si pensa agli effetti collaterali di una situazione come quella che stiamo vivendo, il pensiero va giustamente alle cifre di contagi, alle risposte della sanità, all’attenzione alle misure di prevenzione consigliate, ai progressi della campagna di vaccinazione. Ma non bisogna mai dimenticare l’impatto che la pandemia provoca sulla mente delle persone: per i più grandi si parla di infodemia, mentre per bambini e adolescenti appare di grande importanza prestare attenzione ai segnali che la psiche può inviare per manifestare il malessere.

Che questo impatto sia stato significativo lo dicono i numeri. Nei primi nove mesi del 2021 il numero dei ricoveri per disturbi psichiatrici di bambini e adolescenti negli ospedali italiani ha superato il totale del 2019. Alterato controllo degli impulsi, autolesività, disturbi del comportamento alimentare sono tra le principali diagnosi in maggiore aumento nel 2021, che conferma anche in Italia il trend in aumento a livello globale. A lanciare il richiamo a tutti, genitori e famiglie, sono gli esperti della SINPIA – Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

Cosa dicono le cifre

Secondo i dati preliminari del più ampio studio internazionale sull’impatto della Pandemia sulla salute mentale e fisica di bambini e adolescenti presentato nell’ambito del Congresso SINPIA, il benessere psichico dei minori è diminuito di più del 10% a livello globale, con il raddoppio dei bambini sotto la soglia del disagio e con un aumento di rabbia, noia, difficoltà di concentrazione, senso di solitudine e di impotenza, stress, disturbi del sonno.

Ancora più gravi sono stati gli effetti della pandemia per coloro che presentavano già situazioni di vulnerabilità o fragilità associate, come disturbi neuropsichici preesistenti, situazioni di fragilità sociale e difficoltà economiche, sovraffollamento, lutti, migrazione, impossibilità di accesso o insufficienza di strumenti elettronici per connettersi alla DAD e agli altri servizi. Per questa fascia di minori il peggioramento è stato quasi doppio rispetto ai coetanei sani, stimato di più del 25%. Un peggioramento certificato in Italia dal boom dei ricoveri nel 2021, dopo che nel 2020 a causa delle restrizioni per la Pandemia il numero degli accessi al pronto soccorso e in ospedale era precipitato del 25%, con oscillazioni tra il 10 e il 30% nelle diverse regioni.

Ad oggi invece la situazione appare critica e gli esperti SINPIA parlano di una vera e propria onda di ritorno, con più dell’85% dei ricoveri in reparto avvenuti in urgenza, per pazienti con quadri clinici sempre più complessi, peggiorati dal ritardo nell’accesso ai servizi conseguente alla Pandemia. In alcune regioni, 1 minore su 4 viene ricoverato in un reparto di psichiatria dell’adulto per la carenza di posti letto di neuropsichiatria.

Tra le ulteriori criticità evidenziate, gli scompensi psichiatrici acuti nei ragazzi accolti in strutture residenziali educative e terapeutiche e nei minori stranieri non accompagnati, per l’incrocio tra la vulnerabilità e gli aspetti post traumatici di base e una gestione purtroppo spesso troppo rigida da parte delle strutture delle restrizioni, con ancora rilevanti limitazioni alle attività e ai contatti con le famiglie e con l’esterno.

Bisogna rispondere alle richieste di aiuto

“Ci troviamo di fronte una situazione critica – spiega Antonella Costantino, presidente di SINPIA. È necessario agire subito per promuovere il benessere psichico, ridurre al minimo le conseguenze della Pandemia sulla salute mentale della generazione più giovane, individuare il più precocemente possibile i segnali di allarme e saper offrire risposte rapide e appropriate al bisogno.

Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito al raddoppio dei pazienti seguiti nei servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza a fronte di risorse in continua diminuzione, in nessun’altra area della medicina si è verificato un aumento così rilevante. E oggi a causa dell’aggravarsi delle criticità già preesistenti alla pandemia e dei nuovi problemi clinici che stanno emergendo, l’asimmetria tra il bisogno e la capacità di dare una risposta è diventata drammatica”.

Va detto infatti che nel 2020, almeno il 25% dei pazienti ha avuto difficoltà nell’accesso ai servizi territoriali. Molti servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza  non sono stati in grado di garantire la continuità di cura nel corso della pandemia, attraverso attività di telemedicina per la carenza nella dotazione tecnologica o la non autorizzazione da parte delle singole aziende. L’introduzione di percorsi di cura integrati tra attività in presenza e attività in telemedicina, particolarmente vantaggiosa in alcuni disturbi del neurosviluppo, è ancora molto problematica.

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