Covid-19, cosa deve fare chi soffre di asma

Chi soffre di asma corre un rischio minore di contrarre l'infezione da Covid-19. Ma è importante non trascurare i sintomi e seguire le terapie prescritte

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

A seguito della Giornata Mondiale dell’Asma la scienza propone una buona notizia per chi soffre di questa malattia cronica dell’apparato respiratorio. Le più recenti evidenze scientifiche dimostrano come i soggetti asmatici corrano un rischio minore di contrarre l’infezione da Covid-19.

Alla base potrebbe esserci il potere fortemente antinfiammatorio che la terapia per il controllo dell’asma esercita e che potrebbe svolgere un’azione protettiva nei confronti del nuovo virus. Martedì 12 maggio per chi vuol saperne di più, gli esperti sono a disposizione: Massimo Galli – Direttore Malattie Infettive Ospedale Luigi Sacco di Milano e Claudio Micheletto – Direttore UOC Pneumologia, A.O.U.I. di Verona.

Attenzione se c’è febbre

Difficoltà a respirare, tosse, senso di oppressione al torace. Sono questi i principali sintomi che accomunano apparentemente asma e Covid-19. Per i pazienti asmatici, infatti, può essere difficile distinguere la difficoltà a respirare (dispnea) tipica dall’asma da quella che si manifesta nei casi più gravi di Sars-CoV-2. A fare la differenza, nella gran parte dei casi, è però la presenza di febbre legata al nuovo virus, che invece è asente nell’asma.

“Le persone con asma, già interessate da una malattia respiratoria cronica, temono l’esposizione al rischio di contrarre il virus – spiega Laura Mastrorillo, Presidente di FederAsma. Dall’inizio della pandemia siamo stati inondati da numerosi quesiti da parte dei pazienti. Anche se a distanza, abbiamo sentito quindi il dovere di stare vicini, oggi più che mai, a quanti sono chiamati a convivere con questa patologia. Siamo ben consapevoli, infatti, dei timori e delle difficoltà che i soggetti asmatici vivono in questo periodo”.

In ogni caso, appare fondamentale seguire le regole e le raccomandazioni indicate dalle Istituzioni: distanziare dagli altri di almeno 1 metro, limitare gli spostamenti, indossare la mascherina nei luoghi pubblici e al chiuso, lavare accuratamente e frequentemente le mani per almeno 40 secondi ed evitare di portarle alla bocca, naso e occhi sono tutte precauzioni doverose per contenere la curva del contagio.

E non bisogna dimenticare che l’asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie respiratorie con riacutizzazioni ricorrenti dell’infiammazione e, quindi, dei sintomi. A consentire un controllo dell’asma sono l’aderenza alle terapie e le visite mediche regolari. Solo così, infatti, è possibile ridurre notevolmente il rischio di riacutizzazioni con conseguenti visite d’emergenza o ricoveri.

Una malattia, molte facce

“Un’informazione corretta può aumentare la consapevolezza e contribuire a rassicurare il paziente, – fa sapere Claudio Micheletto – Direttore UOC Pneumologia, A.O.U.I. di Verona – evitando il diffondersi di paure spesso infondate che hanno fatto registrare un enorme calo di visite mediche negli ambulatori di pneumologia e allergologia. È fondamentale non affidarsi al “fai-da-te” e consultare sempre il proprio specialista, anche telefonicamente o online, per qualsiasi dubbio o aggravamento della sintomatologia. Vietato, quindi, sospendere la terapia senza indicazioni ricevute dal medico. Un’interruzione incontrollata dei farmaci è molto più pericolosa, ancor di più per quelle forme di asma moderato-grave”.

Il termine “asma” racchiude una malattia dalle molte facce. Se la maggior parte dei pazienti si può curare con delle terapie “standard”, ed è possibile fare una vita perfettamente normale (compresa l’attività sportiva ad altissimo livello), per una parte di asmatici con asma grave la qualità di vita è pessima e i sintomi sono molto frequenti. E’ una condizione che non si controlla e il malato continua ad avere frequenti attacchi – le cosiddette “esacerbazioni” – e spesso ricorre al pronto soccorso, nonostante il trattamento “massimo” previsto dalle linee guida internazionali.

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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