Covid-19, come dovremo controllare la situazione

Con la predominanza della variante Omicron gli esperti chiedono nuove regole per il tracciamento, i test e per la scuola

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Non dimentichiamo mai le regole di igiene, come lavarsi le mani, e le misure protettive, dalla mascherina nei luoghi affollati e la distanza tra le persone. Ma sicuramente in questa nuova fase di Covid-19 con la predominanza della variante Omicron, occorre rivedere il significato di misure come il tracciamento dei contatti, la necessità di isolamento e la gestione della scuola.

In questo senso va un documento messo a punto dagli esperti della Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SiTI), che segnala proprio come affrontare questa nuova fase, segnalando peraltro l’importanza delle vaccinazioni. Gli esperti segnalano che si auspica anche una presa di posizione più netta sul valore aggiunto della copertura immunitaria da vaccino rispetto alla protezione da malattia naturale, smitizzando che sia pericoloso vaccinare un soggetto guarito. Inoltre, per le altre vaccinazioni la priorità è il recupero delle attività vaccinali anche utilizzando nei prossimi mesi gli attuali hub vaccinali per il recupero di tutte le coorti non vaccinate nelle diverse età.

Tracciamento e ricerca dei casi

Il tracciamento dei contatti o Contact Tracing è una misura di sanità pubblica essenziale per il contrasto alla diffusione del virus Sars-CoV-2, unitamente alla ricerca attiva e alla diagnosi tempestiva dei casi ed in sinergia con le altre misure di prevenzione e distanziamento fisico. La finalità  è quella di favorire la diagnosi precoce e di interrompere le catene di contagio mediante la rapida identificazione e presa in carico dei casi secondari.

Ha la sua utilità massima in presenza di un numero di casi limitato (<15 casi/100.000 abitanti) e la sua rilevanza diminuisce al crescere del numero dei casi. Quando il contagio si diffonde con l’intensità e la velocità dell’attuale quadro epidemiologico, non ha più nessuna utilità ed è peraltro impossibile da attuare. Ma dovrebbe comunque essere sempre assicurato almeno in determinati contesti ad alto rischio (ospedali, strutture per anziani, carceri, ecc.).

Gli esperti propongono di semplificare e modulare il tracciamento in relazione alla diffusione della malattia e automatizzarne l’implementazione in tutto il Servizio Sanitario Nazionale (come già realizzato in alcune regioni e province autonome) anche mediante procedure informatizzate di acquisizione degli esiti dei test diagnostici e di messaggistica verso i pazienti a supporto dei corretti protocolli di isolamento e guarigione.

Per quanto riguarda la ricerca attiva dei casi, la diagnosi precoce e i programmi continui di sequenziamento genomico gli esperti segnalano come queste misure siano di fondamentale importanza per la prevenzione della diffusione del contagio e per il monitoraggio della circolazione delle varianti virali, nonché per avviare un trattamento domiciliare precoce in pazienti che presentino fattori di rischio per lo sviluppo di forme gravi di malattia. Quindi è necessario mantenere in efficienza la rete diagnostica di prossimità per garantire agevole accesso al test quando appropriato.

In particolare il test andrebbe effettuato prima possibile in caso di comparsa di sintomi potenzialmente legati a Covird-19, considerando anche lo stato di salute generale della persona e l’eventuale presenza di altre patologie. I test andrebbero previsti anche dopo esposizione a rischio per i soggetti che hanno condizioni che predispongono a forme gravi di Covid-19 (diabete, obesità, broncopneumopatia cronica ostruttiva, mancanza di protezione immunitaria, ecc.).

Non sarebbe invece il caso di testare soggetti asintomatici guariti da meno di 120 giorni, gli asintomatici vaccinati con dose booster, i soggetti asintomatici vaccinati con ciclo primario concluso da meno di 120 giorni. Si propone anche la sospensione dell’impiego del tampone preventivo al fine del Green Pass e si consigliano i monitoraggi per i sanitari che operano in aree di particolare rischio in ospedale e comunità.

Cosa fare a scuola

Gli esperti segnalano nel loro documento quattro misure da prendere per una scuola sicura, considerando come tale quella con alte coperture vaccinali. In particolare le proposte sono:

  • Allineare il sistema di sorveglianza in ambito scolastico alle indicazioni valide per la popolazione generale;
  • Monitorare la temperatura all’ingresso e promuovere l’auto-sorveglianza in presenza di casi nella classe.
  • Accelerare le vaccinazioni nelle scuole in particolare nella fascia di età 5-12 anni.
  • Allontanare dalla scuola solo gli alunni malati.