Covid-19, come affrontare stress, cefalea, dolori mestruali e i piccoli fastidi

L'emergenza Covid ha avuto un forte impatto sulla salute quotidiana delle donne: cosa fare per non perdere di vista la prevenzione

Federico Mereta Giornalista Scientifico

La pandemia da Covid-19 ha cambiato profondamente la nostra vita. E con il lockdown si sono modificate le abitudini, anche quelle buone, che ci aiutavano a mantenere il benessere. E le donne hanno rischiato di trascurare la loro salute generale, specie per le giovani. Per tutte occorre ricordare l’importanza degli screening, il contatto con il ginecologo per le scelte contraccettive e la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse. Ma bisogna soprattutto conoscersi.

Stando ad una ricerca di Assosalute, Associazione nazionale farmaci di automedicazione, condotta in collaborazione con Human Highway, a causa delle restrizioni e delle preoccupazioni conseguenti, della ridotta attività fisica e della forzata permanenza in casa, sono aumentati alcuni disturbi: il 57% delle donne ha sofferto più del solito di disturbi legati allo stress (come insonnia e tensioni muscolari), il 42% ha avvertito un aumento del gonfiore delle gambe e il 35% del mal di testa. Sul fronte dei rimedi, l’indagine svela come le donne siano abituate a “scegliere” per affrontare i fastidi di ogni giorno, si affidano sempre di più a medico e farmacista rispetto a qualche anno fa e, nell’ultimo anno, sono meno propense a chiedere consigli al mondo della rete. Più consapevolezza, insomma.

Fondamentale conoscere il proprio corpo

Proprio il mal di testa (65,4%) rappresenta il disturbo più diffuso seguito da tensioni muscolari e insonnia (57,9%), e dai problemi gastrointestinali (43%). Inoltre, una donna su tre dichiara che il lockdown ha avuto effetti anche sulla propria intimità.

Il dato è particolarmente rilevante tra le giovani donne che nel 40% dei casi hanno osservato un cambiamento sulla sfera del desiderio o hanno modificato le proprie scelte in tema gravidanza e contraccezione prestando, inoltre, minore attenzione alla salute dell’area ginecologica.

“La drastica riduzione, a causa delle restrizioni dovute al Covid-19, delle normali attività, come una semplice passeggiata per ridurre il livello di stress a cui si è sottoposti al lavoro o a scuola, ha avuto e ha tuttora un forte impatto sulla salute psicofisica femminile – commenta Rossella Nappi, Professoressa ordinaria di Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Università di Pavia – IRCCS Policlinico San Matteo. I piccoli disturbi femminili però non vanno trascurati. Il ciclo e la fertilità sono condizionati anche da fattori esogeni legati alla quotidianità. Stress, abitudini alimentari, peso e attività fisica, sono tutti fattori che hanno un impatto sulla salute delle donne. È fondamentale avere consapevolezza del proprio corpo. La salute femminile nasce da un percorso che inizia dall’età adolescenziale con l’educazione che viene trasmessa sia dal ginecologo sia dalla famiglia.”

Insomma: l’attenzione e la conoscenza sono fondamentali. Non dimentichiamo che l’educazione alla propria salute passa anche attraverso una corretta gestione dei piccoli disturbi, anche per quel che concerne la cosiddetta ginecologia delle piccole cose.

Non perdete di vista la prevenzione

Il lockdown non solo ha avuto un impatto diretto sulla salute quotidiana delle donne, ma il 54% delle italiane ha rimandato almeno una visita o un controllo di salute: il 30,8% ha posticipato un solo controllo mentre il restante 26,2% ne ha rimandato più di uno. Dai dati emerge che sono le donne tra i 35 e i 54 anni ad aver trascurato maggiormente la propria salute nel periodo di pandemia, con un incremento di 7 punti percentuali sulla media totale.

“Disattendere i controlli per paura di infezioni da Covid-19 può avere varie implicazioni per la salute delle donne – aggiunge la Nappi”. Cosa fare? Fondamentale è conoscersi. “L’automedicazione può rivelarsi un valido alleato per la gestione dei piccoli disturbi intimi, come vaginiti e infiammazioni promuovendo un’educazione all’automedicazione per riconoscere i piccoli disturbi – fa sapere l’esperta. In ogni caso però –  specie se i disturbi si protraggono per un periodo più lungo – non va tralasciata l’importanza di un consulto specialistico – che ora può avvenire anche in modalità telematica – e, soprattutto, non vanno disattesi gli screening di prevenzione”.

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