Contraccettivi gratis in tutta Italia, i ginecologi lanciano la petizione

Contraccettivi gratis per tutti: ecco la petizione lanciata dai ginecologi per risolvere un problema che coinvolge tutta Italia

Contraccettivi gratis in tutta Italia per contrastare le gravidanze indesiderate e le malattie sessualmente trasmissibili. Si tratta della proposta lanciata da un gruppo di ginecologi che si è trasformata in una petizione che sta già raccogliendo moltissime firme. Secondo gli esperti le campagne sulla sessualità in Italia non sono abbastanza efficaci, soprattutto fra i giovani, che utilizzano sempre meno pillola e profilattici.

Nel nostro paese d’altronde non esiste nessun prodotto contraccettivo gratuito. Le ultime pillole disponibili gratis sono state abolite nel 2016, passando dalla fascia A a quella C. Una scelta che ha provocato una diminuzione sensibile nell’utilizzo degli anticoncezionali, aumentando il rischio per le categorie più deboli. Secondo i dati diffusi dalla Sigo, la Società italiana di ginecologia e ostretricia, solo il 16% delle donne ricorre alla pillola. Non solo: circa il 42% delle ragazze con un’età inferiore ai 25 anni, non usa nessun contraccettivo nei primi rapporti sessuali. Non a caso la Clamidya, un’infezione molto grave, ultimamente sta colpendo sempre più giovani.

Allarme anche per il profilattico che, in base all’équipe di Endocrinologia dell’Università di Padova, viene utilizzato sempre di meno. “Ormai 4 giovani su 10 non usano più il condom” ha spiegato il direttore Carlo Foresta. Queste considerazioni hanno portato alla creazione del “Comitato per la contraccezione gratuita e consapevole” guidato dal portavoce Marina Toschi, vicepresidente dell’Agite, associazione ginecologi territoriali, e il ginecologo Pietro Puzzi. Il Comitato è stato formato soprattutto per richiedere una contraccezione che sia “libera e gratuita”. Gli esperti richiedono che preservativi, pillole, spirali e anelli vaginali possano diventare gratuiti.

“Chiediamo a tutta la società civile, cittadine e cittadini, di far sentire la propria voce firmando il nostro appello – ha spiegato Marina Toschi -. Le campagne pubbliche di informazione sulla fertilità lanciate negli ultimi anni si basano sul fondamento comune della procreazione responsabile, diritto che nel 2017 nessuno metterebbe mai in discussione in un Paese democratico. Tuttavia oggi in Italia il costo della contraccezione risulta troppo oneroso per tante donne, coppie e famiglie in condizioni di disagio economico, acuite dalla crisi. La concreta difficoltà di regolare la propria fertilità, programmando e distanziando adeguatamente le gravidanze, ma anche la scelta obbligata del contraccettivo meno adatto, hanno un evidente impatto negativo sulla salute fisica e psicologica di queste donne, accentuando ulteriormente i loro problemi economici e sociali”.

L’obiettivo della petizione lanciata su Change.org è quella di arrivare a 50mila firme per convincere Beatrice Lorenzin, la ministra della Salute, a fare qualcosa.

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