Con il parto naturale si aiuta il microbiota del bimbo che verrà

Ai fini del benessere intestinale del piccolo, è fondamentale anche che la mamma non prenda troppo peso in gravidanza

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Nutrirsi bene, seguendo i consigli dello specialista, non è importante solo per la futura mamma, ma anche per il benessere del bebè. Sulla scorta di quanto si fa in termini di sana alimentazione si “crea” infatti la popolazione del microbiota, fatto di batteri, virus e altri microrganismi, destinato a creare un sistema di “microlaboratori” capaci di contribuire a creare e mantenere il benessere del nascituro.

La vera nascita, su questo fronte, è un processo che inizia con la fecondazione e procede nei primi anni di vita nel bambino, in quelli che gli esperti chiamano “primi mille giorni”. Sono molto importanti.

Evviva il parto naturale

Il modo in cui il bimbo viene al mondo e l’alimentazione nei primissimi mesi di vita contribuiscono a formare, a grandi linee, le popolazione batteriche che poi “abiteranno” prevalentemente l’intestino del piccolo.

“C’è una stretta comunicazione che parte già dalla vita intrauterina tra la mamma e il feto, un cross-talk dinamico. Questo, sottolinea quanto sia importante che la donna in età fertile possa arrivare alla gravidanza con un’ottima nutrizione e con un microbiota sano. Le conoscenze delle mamme sul microbiota sono aumentate con i social e internet, ma non devono eccedere in questo perchè, a volte, il dottor Google dà informazioni non corrette o aggiornate”.

A ricordarlo è Maria Lorella Giannì, professore associato di Pediatria all’Università di Milano, in occasione del congresso della società Italiana di pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS).  L’equilibrio nella popolazione batterica del tubo digerente, insomma, potrebbe essere una delle chiavi che inizia a determinare il benessere futuro.

Su due punti, in questo senso, gli scienziati si trovano d’accordo. Se possibile, meglio partorire per via naturale e procedere con l’allattamento al seno. Ma non bisogna dimenticare che anche l’attenzione alla bilancia durante la dolce attesa è importante sotto questo aspetto.

Pensate solo che quando le gestanti sono in chiaro sovrappeso i batteri presenti nelle feci del neonato che verrà sono qualitativamente diversi rispetto a quelli della madre che ha controllato il peso durante la gravidanza, con il piccolo che in queste secondo caso avrà una popolazione batterica “migliore”, costituita soprattutto da bifidobatteri.

Venendo alla modalità del parto sicuramente è da preferire il parto per via vaginale, pur considerando che il microbiota, fortunatamente, potrà modificarsi anche in senso positivo con il passare degli anni. “Anche il parto cesareo può influire – riprende l’esperta. Però le ultimissime scoperte ci indicano un’influenza temporale che può diluirsi nel tempo, anche nelle prime settimane dopo il parto. In questi casi, a fare la differenza per ristabilire un microbiota sano è la modalità di alimentazione del bambino. Un’altra causa può essere l’obesità della donna gravida, la prematurità del parto e l’uso di antibiotici in gravidanza”.

Il valore dell’allattamento materno

“C’è un alleato importantissimo per poter ristabilire la disbiosi (cioè l’alterazione) del microbiota ed è il latte materno – puntualizza la Giannì – che si associa a una quota di bifido. Bisognerebbe allattare il bambino fino ai sei mesi e magari continuare, insieme all’alimentazione complementare, fino ai due anni, se lo vogliono mamma e bambino”.

Fin da piccoli e poi per tutta la vita, teniamo sempre presente che i “nostri” batteri ci accompagnano sempre e possono avere un ruolo nel benessere. Come? Anche attraverso l’alimentazione.

Nell’ambito di un corretto svezzamento, alimenti come le verdure, la pasta e i legumi – magari preparati con un pizzico di scienza e sapienza – possono dare al microbiota ciò di cui ha bisogno per mantenersi al meglio e svolgere le sue attività di invisibile laboratorio silenzioso. Silenzioso ovviamente fin quando, magari anche solo per una malattia, i suoi componenti mutano. Allora sì che possono iniziare i problemi, per cui, meglio giocare d’anticipo con le giuste abitudini. A tutte le età.

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Con il parto naturale si aiuta il microbiota del bimbo che verrà