Colesterolo, nuove linee guida: come tenerlo sotto controllo

Uno studio ha pubblicato le nuove linee guida per controllare il colesterolo cattivo: “Più basso è meglio”

Più basso è meglio. Come si combatte il colesterolo “cattivo“, soprattutto se si ha già un alto rischio cardiovascolare?

Oltre 200 sono le ricerche condotte negli ultimi 25 anni che hanno portato alla conclusione più ovvia: più bassi sono i valori di colesterolo cattivo, più bassa è l’incidenza di eventi cerebro-cardiovascolari.

Il lavoro della Società Europea di Cardiologia e della Società europea dell’Aterosclerosi ha reso note le nuove linee guida europee per tenere sotto controllo il colesterolo.

“Sono ormai disponibili prove schiaccianti fornite da studi sperimentali, epidemiologici, genetici, clinici randomizzati per cui i maggiori livelli di colesterolo sono una forte causa di malattia cardiaca e ictus. Abbassare il colesterolo LDL riduce il rischio indipendentemente dalla sua concentrazione di base. Ciò significa che nelle persone ad alto rischio di infarto e ictus ridurre il colesterolo è una misura efficace anche quando i suoi livelli di partenza sono sotto la media”, ha dichiarato Colin Baigent della University of Oxford.

La ricerca ha stabilito nuovi livelli target di C-LDL (colesterolo cattivo) da rispettare per quei pazienti ad alto rischio cardiovascolare. “C-LDL è il fattore causale della malattia aterosclerotica (l’ostruzione dei vasi sanguigni) e quindi le strategie terapeutiche devono mirare ad abbassarlo il più possibile, secondo il concetto meno è meglio“, ha dichiarato Alberto Zambon, associato di Medicina Interna presso l’Università di Padova.

Quando parliamo di colesterolo, dobbiamo dividerlo tra buono e cattivo: mentre il primo è identificato come HDL e trasporta il colesterolo al fegato per il suo smaltimento, il secondo è il colesterolo LDL che permette alle molecole di trasportare il colesterolo prodotto dal fegato alle cellule.

Di conseguenza, il colesterolo LDL è nocivo perché potrebbe depositarsi lungo le pareti delle arterie e favorire il processo di aterosclerosi, che è alla base di diverse patologie cardiovascolari come ictus e infarto.

Le nuove linee guida inseriscono il trattamento con gli inibitori PCSK9 come evolocumab quale strategia per ridurre il rischio di eventi cerebro-cardiovascolari nei pazienti con una storia di infarto e ictus. Inoltre, indicano che i farmaci anti-colesterolo debbano essere utilizzati nel modo più efficace possibile nei pazienti a rischio.

Come ha sottolineato Alberico Catapano dell’Università di Milano: “Ai pazienti sotto trattamento che sono già vicini alla soglia target sarà indicata un’altra terapia in grado di fornire un’ulteriore riduzione di almeno il 50%”.

I nuovi target individuati di 55 mg/dl (per i pazienti a rischio molto alto) e di 40mg/dl (per i pazienti con un evento vascolare ricorrente entro i due anni nonostante una terapia statinica ottimizzata), secondo Zambon “testimoniano quanto il controllo tempestivo del colesterolo cattivo diventi un aspetto imprescindibile nella presa in carico dei pazienti”.

Tra i farmaci consigliati figurano le statine (non raccomandato alle donne in premenopausa che vogliono una gravidanza), che rallentano la produzione del colesterolo LDL.

Inoltre, la popolazione è invitata a seguire uno stile di vita più sano, con una dieta salutare, a fare maggiore attività fisica ed evitare di fumare.

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