Colesterolo, perché non c’è differenza tra carne rossa e carne bianca e quanta mangiarne

Secondo uno studio USA, la carne bianca, a parità di grassi saturi, ha un impatto sui livelli di colesterolo cattivo pari a quello della carne rossa

La carne rossa è considerata da tempo uno dei cibi da assumere con moderazione se si ha intenzione di tenere sotto controllo il colesterolo.

Secondo uno studio pubblicato all’inizio di giugno 2019 sulle pagine della rivista American Journal of Clinical Nutrition, anche la carne bianca avrebbe un notevole impatto sull’aumento del colesterolo cattivo.

Il team scientifico che ha condotto questa ricerca ha analizzato l’impatto sui livelli di colesterolo di diverse fonti di proteine, monitorando gli effetti di alimenti di origine vegetale e ovviamente anche della carne, facendo distinzione tra rossa e bianca.

Analizzando la situazione di circa 100 pazienti di ambo i sessi (21 – 65 anni di età) e sottoposti a una dieta a prevalenza proteica, gli studiosi del Children’s Hospital Oakland Research Institute hanno riscontrato che, senza variare l’apporto di grassi, gli effetti sui livelli di colesterolo prescindono dal tipo di carne assunto. Ricordiamo che lo studio non ha preso in considerazione le carni lavorate e il pesce.

Questi risultati, ribadiamo, ribaltano in parte un pensiero molto diffuso, ossia la convinzione che le carni rosse siano più pericolose di quelle bianche per quanto riguarda l’aumento dei livelli di colesterolo cattivo.

Come specificato dalla Dottoressa Elena Dogliotti, supervisore scientifico della Fondazione Veronesi, questa opinione è legata anche ai risultati degli studi che, in questi ultimi anni, hanno individuato una correlazione tra l’assunzione di carni rosse e l’insorgenza di alcune neoplasie.

Il Professor Ronald Krauss, coordinatore dello studio sopra citato ed esperto di aterosclerosi, ha sottolineato che l’assunzione di carne rossa favorisce comunque l‘insorgenza di patologie cardiache.

Le conclusioni della ricerca da lui diretta, che mettono in primo piano l’influenza dei grassi saturi sull’aumento dei livelli di colesterolo LDL (Low Density Lipoproteins), richiamano perfettamente le linee guida internazionali e l’importanza di abbracciare un’alimentazione caratterizzata dalla prevalenza di alimenti di origine vegetale, in primis verdure fresche.

Molto utile per prevenire l’innalzamento del colesterolo cattivo è anche l’assunzione di olio extra vergine di oliva e frutta a guscio, per non parlare del pesce.

Queste buone abitudini alimentari, per portare effetti positivi sulla riduzione del colesterolo dovrebbero essere associate alla costanza nel movimento fisico quotidiano.

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