Colesterolo, cos’è e come funziona il farmaco che “vaccina”

Al via la sperimentazione del farmaco che combatte il colesterolo cattivo LDL. A chi è indicato e come agisce

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Come funziona il farmaco contro il colesterolo? E a chi è indicato? Si chiama Inclisiran e può essere somministrato solo due volte l’anno, proprio come una vaccinazione che esige i suoi richiami.

Per questo è stato definito impropriamente “vaccino”, il farmaco che il  governo inglese si appresta a sperimentare, su una popolazione di soggetti che debbono raggiungere cali drastici dei valori di colesterolo LDL, quello cattivo, perché ad altissimo rischio di sviluppare un infarto o un ictus. I primi trattamenti verranno effettuati su circa 40.000 persone.

Obiettivo PCSK9

A prima vista può sembrare quasi il target di una guerra tra spie. Ma si chiama PCSK9, ed è una proteina presente nell’organismo, l’obiettivo del trattamento con Inclisiran. Il farmaco sfrutta la tecnologia della RNA-interference e grazie a questo meccanismo originale d’azione impedisce la sintesi della proteina PCSK9 attraverso l’inibizione dell’espressione dell’RNA che la codifica.

In questo senso opera in modo diametralmente opposto rispetto ai due anticorpi monoclonali già disponibili per la prescrizione medica. Questi altri anticorpi moncolonali, Evolocumab e Alirocumab, agiscono infatti bloccando la proteina PCSK9 già espressa, non lavorando sulla sua sintesi.

Questi farmaci bloccano appunto il PCSK9, una proteina che controlla il numero dei recettori per il colesterolo sulla superficie delle cellule epatiche. In pratica, il blocco della proteina PCSK9 consente alle cellule del fegato di avere un maggior numero di recettori, che quindi catturano grandi quantità colesterolo dal sangue. Il colesterolo portato dentro la cellula epatica viene eliminato. Con questi farmaci si può ridurre il colesterolo LDL di un ulteriore 60 per cento rispetto alle sole statine, giungendo quasi sempre all’obiettivo voluto.

Cosa dice la scienza

Al momento, i dati su Inclisiran (che ha il vantaggio di due sole somministrazione annuali) e per questo è  impropriamente definito vaccino, dicono che arriva a ridurre il colesterolo LDL di più della metà rispetto al solo placebo, con un profilo di sicurezza del tutto simile a quello osservato dopo somministrazione della sostanza inerte. A dirlo sono i risultati dello studio Orion-11, presentato al recente Congresso della Società europea di Cardiologia di Parigi.

Nella ricerca tutti gli oltre 1600 soggetti con malattia aterosclerotica o ad alto rischio di svilupparla assumevano nella quasi totalità dei casi un trattamento con statine ad alte dosi e in poco meno del 10 per cento dei casi anche un farmaco come Ezetimibe, che ha un meccanismo d’azione diverso.

A chi potrebbe servire

Questa terapia, secondo le indicazioni che traspaiono dall’indagine inglese, potrebbe essere studiata in soggetti con un profilo di rischio molto alto ma che non ha ancora avuto infarti o ictus.

In queste persone, come in quelle che sono già state colpite da attacchi cardiaci, secondo le nuove Linee Guida messe a punto dalla Società Europea di Cardiologia occorre raggiungere valori di LDL inferiori a 55 milligrammi per decilitro e almeno dimezzare il colesterolo LDL.

Un obiettivo davvero difficile da raggiungere con i classici farmaci, pur se la terapia con statine ed eventuale aggiunta di Ezetimibe può offrire risultati estremamente significativi in termini di riduzione del colesterolo “cattivo”, ovviamente affiancata all’alimentazione sana e all’attività fisica. Ovviamente, poi, il farmaco si potrebbe rivelare utile nei casi di ipercolesterolemia su base genetica, in cui i valori del grasso nel sangue trasportato con le LDL si innalzano di moltissimo, soprattutto nella forma omozigote (in cui entrambi i geni che regolano questa funzione risultano alterati).

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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