Colesterolo cattivo, gli effetti degli integratori alimentari

Secondo le nuove linee guida per il trattamento delle dislipidemie, l'assunzione di integratori a base di riso rosso fermentato può aiutare ad abbassare i valori del colesterolo LDL

Gli italiani sono perfettamente consapevoli del rapporto tra colesterolo cattivo e rischio di patologie cardiovascolari.

A rivelarlo è una recente indagine di IQVIA, che ha preso in considerazione le risposte di un campione di mille persone. Questo sondaggio ha portato alla luce anche altri dati tutt’altro positivi. Nonostante la consapevolezza del rischio per la salute cardiaca, solo sei persone su dieci si sono sottoposte a un controllo negli ultimi 12 mesi.

Entrando ulteriormente nello specifico, si ricorda che l’indagine ha rilevato come il 61% degli intervistati che si sono sottoposti a controlli nell’ultimo anno non ricordi i valori del proprio colesterolo. Si tratta di un quadro che fa indubbiamente riflettere e che è stato reso pubblico in concomitanza con la diffusione di nuove linee guida ufficiali per il trattamento e la prevenzione delle patologie legate alla presenza di lipidi nel sangue (in linguaggio medico dislipidemie).

Le indicazioni in questione, fornite dalla European Society of Cardiology (ESC) e dalla European Atherosclerosis Society (EAS), pongono in evidenza l’importanza dello stile di vita e dell’alimentazione, ma anche la possibilità di assumere, ovviamente sotto controllo medico, integratori nutraceutici.

Il Dottor Matteo Pirro, Direttore del Dipartimento di Medicina Interna dell’Università di Perugia, ha commentato il contenuto delle linee guida ricordando che l’assunzione di integratori di comprovata efficacia può portare a una riduzione del 25% circa dei valori di colesterolo cattivo. Ha altresì specificato che, per essere davvero decisiva, la terapia con gli integratori deve protrarsi nel tempo.

Considerazioni sulle linee guida ESC/EAS presentate nei giorni scorsi a Parigi sono arrivate anche dal Professor Alberico Catapano, ordinario di Farmacologia presso l’Università degli Studi di Milano. Catapano ha fatto presente che le suddette linee guida raccomandano l’assunzione di integratori a base di riso rosso fermentato ai soggetti con rischio cardiovascolare non alto.

Tornando un attimo alla ricerca di IQVIA è bene sottolineare che più del 70% dei soggetti intervistati è consapevole dell’esistenza di integratori per il controllo del colesterolo cattivo LDL. Inoltre, il 50% delle persone con valori non bassi ha dichiarato di farne uso.

Non è infatti un caso che il mercato sia in costante crescita. Secondo gli operatori del settore, i numeri continueranno ad aumentare anche in virtù della maggior consapevolezza dei pericoli dell’ipercolesterolemia.

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