Chirurgia estetica, quando si rischia e come tutelarsi. Paolo Santanchè fa chiarezza

Il dottor Paolo Santanchè, uno dei più importanti chirurghi plastici estetici, ci spiega come affrontare un intervento di chirurgia in tutta sicurezza

Sulla chirurgia estetica siamo bombardati da informazioni le cui fonti però sono spesso inattendibili.

Questa cattiva informazione può portare a gravi conseguenze sulla salute dei pazienti, a volte sulla vita stessa. Ne è un esempio il recentissimo caso della donna morta a 39 anni in conseguenza di una liposuzione eseguita non nel rispetto delle norme.

Abbiamo chiesto al dottor Paolo Santanchè, uno dei più importanti chirurghi plastici estetici italiani di fama internazionale, di aiutarci a capire come possiamo tutelarci per affrontare in piena sicurezza gli interventi di chirurgia estetica.

Quali sono le strutture e le condizioni adeguate per fare interventi di chirurgia estetica in tutta sicurezza?
A dicembre 2018 il Consiglio regionale della Lombardia ha pubblicato l’elenco degli interventi eseguibili a livello ambulatoriale e tutti quelli di chirurgia estetica non sono compresi. Quindi è ufficiale: le operazioni di chirurgia estetica non possono essere eseguite negli ambulatori chirurgici, ma devono avvenire in sale operatorie a norma che si trovano solo negli ospedali, in case di cura e nelle day surgery in cui la degenza appunto non deve superare la giornata.
Nel caso della donna di Seregno è stato fatto tutto quello che non doveva essere fatto. Il medico che la doveva operare sul suo sito personale si spaccia per chirurgo plastico e non lo è. Vanta una serie di master che master non sono. Poi ha operato in una struttura in cui è vietato eseguire questo tipo di intervento. Ha deciso di affrontare un impianto di elastici per sollevare i glutei in anestesia locale. Scelta pericolosa. L’anestesia locale è dolorosa e anche quando non è richiesta l’anestesia generale richiede la presenza dell’anestesista.
La presenza dell’anestesista è sempre fondamentale. Solo quest’ultimo, in caso di complicazioni, è in grado di prevenire un arresto cardiaco o fronteggiare eventuali complicazioni.

Come possono tutelarsi i pazienti?
I pazienti devono imparare a tutelarsi da soli. Le leggi ci sono, ma nessuno le fa rispettare. Per fare un esempio, chi abusa di un titolo specialistico, è punibile con la sospensione dall’ordine dei medici. Ma io non ho mai visto prendere questo provvedimento contro la miriade di medici che commettono tale abuso. Non bisogna fidarsi dei siti internet dei singoli chirurghi o dei portali di chirurgia estetica. I titoli validi possono essere verificati sul sito ufficiale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici fnomceo anagrafica.
È opportuno consultare il sito della sicpre (Società italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica) o dell’AICPE (associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica) prima di affidarsi a un medico qualsiasi che magari millanta titoloni che però non hanno alcun valore.
Prima di sottoporsi a un intervento, è bene che il paziente s’informi anche sul luogo in cui verrà eseguito. Risparmiare sull’anestesia o sulla struttura in deve essere eseguito l’intervento, è sempre pericoloso. È come se risparmiassimo sul paracadute o sui freni dell’automobile. Si risparmiano soldi, ma si può pagare con la vita. Mi rendo conto che è difficile destreggiarsi tra queste cose, ma il paziente deve imparare a farlo, per evitare seri pericoli.

Lei è da sempre in prima linea contro il far west degli ambulatori, eppure le leggi ci sono…
Esatto, le regole ci sono in Italia, a eccezione purtroppo di quella per cui non è obbligatorio avere una specializzazione per svolgere un’attività specialistica. Il problema è che nessuno si occupa di farle rispettare. Ad esempio esistono numerosi ambulatori chirurgici in provincia di Milano dove si eseguono operazioni non consentite. Eppure non ci sono controlli, nessuno si preoccupa di fare verifiche. Oltretutto negli ambulatori non c’è l’obbligo di cartella clinica, per cui degli interventi eseguiti in tali strutture non esiste traccia alcuna.
Con una legge del 2012 è stato istituito il registro nazionale e regionale delle protesi che a oggi però resta quasi del tutto disatteso. E comunque risulterebbe inefficace nel momento in cui non è presente la cartella clinica.
Il punto è questo: il paziente deve rifiutare di farsi operare in ambulatorio chirurgico.

I pazienti spesso sottovalutano la chirurgia estetica: questo può essere un altro fattore di rischio?
Certo. La chirurgia estetica è prima di tutto chirurgia e poi è estetica. Deve quindi rispettare tutte le regole: preparazione all’intervento, terapia, ambiente in cui viene effettuata l’operazione. Soprattutto è bene cambiare mentalità. Come ho detto, le scorciatoie con cui si pensa di risparmiare denaro sono sempre un rischio per la nostra salute o addirittura la vita.

Paolo Santanchè

Il Dottor Paolo Santanchè

 

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