Cerotto a “microaghi”, nuova frontiera della contraccezione

Progettato un nuovo prototipo di cerotto contraccettivo a microaghi, in grado di dare una copertura per un mese, grazie a un rilascio graduale

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Non è una novità, il cerotto contraccettivo. Ma la tecnologia non si ferma e tenta di mettere a punto strumenti sempre più efficaci, semplici da utilizzare e completamente biodegradabili per il controllo delle nascite, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. In questo senso, fa scalpore la ricerca apparsa su Science Advances, che spiega come funziona un nuovo prototipo di cerotto contraccettivo a microaghi, messo a punto presso il Georgia Institute of Technology.

Cerotto contraccettivo a microaghi: come funziona

In pratica il dispositivo rilascia l’ormone contraccettivo levonorgestrel per un mese, grazie ai microaghi presenti nel cerotto che consentono progressivamente la copertura contraccettiva. Al momento è stato studiato solamente nei topi, quindi occorrono studi di sicurezza e di efficacia sulle donne per avere certezze sulla sua disponibilità futura. In pratica il funzionamento del cerotto si basa su un innovativo supporto effervescente, che viene biodegradato progressivamente dagli aghi in modo da rilasciare l’ormone contraccettivo. Il vantaggio, come detto, potrebbe essere ottimale soprattutto per i Paesi più poveri, dove è più complesso informare con cura la donna sulla miglior gestione del contraccettivo ed avrebbe anche il vantaggio della semplicità per proporsi come possibile alternativa ulteriore alla classica “pillola”.

Ormone contraccettivo: una scelta da fare con il ginecologo

Secondo quanto emerso al recente congresso della Società Italiana di Ginecologia ed Ostetricia (SIGO) tenutosi a Napoli, per una corretta contraccezione ormonale occorrono scelte condivise tra donna e ginecologo. In questo ambito l’Italia vive una delle sue contraddizioni: siamo fanalino di coda in Europa per l’uso di contraccettivi (16,2% vs media europea del 21,4%) e al tempo stesso abbiamo l’indice di natalità più basso al mondo dopo il Giappone. Anche per rispondere all’esigenza di maggiori informazione e counseling, le società scientifiche di Ginecologia hanno stilato le nuove raccomandazioni sulla contraccezione ormonale, presentate oggi per la prima volta. “Nonostante abbiamo a disposizione molteplici strumenti di controllo della fertilità, all’insegna del benessere, della salute e della sicurezza delle donne, mancano una cultura della contraccezione e un adeguato counseling contraccettivo da parte dei diversi professionisti sanitari che si interfacciano con la donna nel corso della sua vita fertile – commenta Antonio Ragusa, Presidente della Fondazione Confalonieri Ragonese dell’AOGOI”.

 

Contraccezione ormonale: cosa consigliano gli esperti

Le Raccomandazioni rappresentano il primo documento sistematico in lingua italiana sulla contraccezione ormonale, che ha l’ambizione di voler parlare a molteplici “stakeholder”– le donne e i ginecologi, ma anche specialisti di altre discipline, Medici di Medicina Generale, operatori sanitari – attraverso contenuti scientificamente validati ma esposti con un linguaggio semplice e comprensibile. “Le parole chiave sono dialogo e personalizzazione – aggiunge Ragusa. Dialogo, perché più il ginecologo è disponibile ad ascoltare e spiegare, più le donne aderiscono alla contraccezione in maniera consapevole e soddisfatta. Personalizzazione, perché non esiste un contraccettivo per tutte le donne, ma quello giusto per ogni donna, che risponde alle personali esigenze di salute (presenza di specifiche condizioni patologiche) e di vita”.

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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