Candida Auris, cos’è e rischi

Si chiama candida auris il fungo che provoca un'infezione letale e che rischia di creare una vera e propria epidemia

Pericolosa, resistente ai farmaci e in grado di uccidere in soli 90 giorni: stiamo parlando della candida auris, un fungo in grado di provocare un’infezione letale. 

Si tratta di un lievito che fa parte della famiglia della Candida, in cui troviamo anche la candida albicans, che provoca la candidosi vaginale, una malattia sessualmente trasmissibile e molto diffusa. Mentre questa forma di candida è conosciuta e curata in tutto il mondo, la candida auris è stata scoperta solamente da dieci anni ed è considerata particolarmente pericolosa per la salute mondiale.

Presenta dei sintomi piuttosto gravi, come dolori muscolari, febbre e affaticamento. I segnali che indicano la malattia sono molto simili a quelli dell’influenza, per questo riconoscerla (e agire prontamente) spesso è difficile. A rendere pericolosa la candida auris è soprattutto la sua resistenza a quasi tutti i medicinali normalmente usati contro le infezioni fungine.

Una recente indagine del New York Times ha indicato la candida auris come uno dei maggiori pericoli per la popolazione mondiale, aggravato da un altro aspetto: il batterio rimane nell’ambiente anche molto tempo dopo che la persona infetta se ne è andata. Questo significa che l’infezione non è solamente difficile da debellare, ma può anche diffondersi molto velocemente, mettendo in pericolo tantissime persone.

Chi è a rischio? Per ora soprattutto chi presenta un sistema immunitario molto debole, come i neonati, gli anziani e persone affette da altre patologie. Inoltre la candida auris è risultata pericolosa per chi soffre di diabete e malattie autoimmuni. Circa la metà di coloro che hanno contratto l’infezione, sono morti entro 90 giorni. 

Scoperta nel 2009 in Giappone, nel corso degli anni la candida auris si è diffusa in tutto il mondo. In Italia è ancora poco conosciuta, soprattutto perché non ci sono stati molti casi noti e perché le istituzioni hanno cercato di evitare allarmismi. Ora però sembra arrivato il momento di agire, soprattutto perché questo batterio potrebbe rivelarsi molto pericoloso in futuro.

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