Caldo e sole, come proteggere i vasi sanguigni

Il pericolo di trombosi non va sottovalutato in estate: come riconoscere i sintomi e come prevenirla

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Tutti conoscono i pericoli che possono interessare chi ha una circolazione non proprio ottimale e quindi è a maggior rischio in caso di lunghi viaggi in aereo, ovvero rischia la cosiddetta “sindrome da classe economica”.

Ma anche senza fare lunghi viaggi il caldo, la carenza di liquidi e quindi un sangue che si addensa più facilmente possono creare problemi, soprattutto sotto forma di coaguli che ostruiscono il normale flusso del liquido. Chi rischia di più e perché? Ecco le risposte degli esperti di ALT (Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari) onlus.

Attenzione se si è “fragili”

I pericoli, ovviamente, non sono uguali per tutti. Ma se in inverno il freddo può facilitare i processi coagulativi, anche in estate il pericolo di trombosi non va sottovalutato.

“Si possono osservare alcune situazioni che espongono il nostro corpo a Trombosi e ad eventi cardiovascolari, soprattutto in persone fragili o predisposte – spiega Lidia Rota Vender, Presidente di ALT”. Il caldo eccessivo e disidratazione possono favorire la comparsa di un evento vascolare soprattutto in coloro che soffrono di patologie cardiovascolari, sono in cura con terapie ormonali, hanno subito di recente un intervento chirurgico e nelle donne in gravidanza.

“L’estate è anche la stagione più favorevole per coloro che soffrono di patologie del cuore, perché il caldo riduce la pressione del sangue e favorisce la dilatazione delle arterie periferiche contenendo – entro certi limiti – il fabbisogno metabolico dell’organismo – sottolinea l’esperta. Chi soffre di scompenso cardiaco deve prestare attenzione perché la combinazione dei diversi farmaci e il clima molto caldo possono alterare l’equilibrio raggiunto nei mesi invernali”.

Ma cosa succede al circolo sanguigno? Con il caldo e una maggiore sudorazione, il sangue circolante può ridursi di volume e quindi addensarsi. In questi casi la pressione può scendere repentinamente e ridursi in modo eccessivo causando debolezza, capogiri, senso di svenimento, fiato corto, accelerazione del battito cardiaco. Nei casi più gravi risulta compromessa anche la funzione renale, per eccesso di disidratazione.

“È fondamentale riconoscere i segnali di allarme così da prevenire e compensare repentinamente gli effetti negativi del caldo, attraverso la gestione e l’adeguamento della terapia diuretica o nella riduzione delle dosi dei farmaci, sotto stretto controllo del medico curante – aggiunge la Rota Vender”.

E per chi sceglie la montagna, si può stare tranquilli? Per chi soffre di scompenso cardiaco non è così: il freddo delle alte quote potrebbe aggravare la situazione e trasformarsi in scompenso acuto. In questi casi è fondamentale per il paziente mantenere sotto controllo l’alimentazione e il peso corporeo ed eventuali oscillazioni richiedono immediati provvedimenti terapeutici, come l’adeguamento della terapia diuretica.

Lo scompenso è spesso causato da una pressione troppo alta troppo a lungo, non riconosciuta o mal curata, da un infarto del miocardio, da una aritmia grave come la fibrillazione atriale, da una malattia cronica e progressiva delle valvole del cuore, o dall’aterosclerosi delle arterie coronarie.

Contromisure da conoscere

In primo luogo è fondamentale l’alimentazione: è importante preferire cibi poco salati come frutta e verdura (almeno 5 porzioni al giorno) e bere molta acqua (preferibilmente non gassata e lontano dai pasti). Pasti che dovrebbero essere leggeri così da praticare sport soprattutto nelle ore estive e più fresche.

“Muovere le gambe, anche al lavoro, favorisce il ritorno del sangue al cuore e riduce la probabilità di ristagno, che aumenta il rischio di trombosi e di flebiti – riprende Lidia Rota Vender. È sempre bene prestare attenzione alla familiarità, approfondendo la storia di patologie pregresse e diffuse in famiglia; esporsi in spiaggia nelle ore meno calde della giornata, con un cappello o la testa bagnata e dedicarsi a lunghe nuotate o passeggiate in acqua.

Chi fa uso di farmaci che servono per fluidificare il sangue dovrebbe mettere in valigia un foglio nel quale siano scritti i nomi e le dosi dei farmaci assunti abitualmente, la patologia di cui si soffre e i numeri da contattare in caso di bisogno. Se si dovessero avvertire giramenti di testa o mancanza del respiro, conviene poi tastarsi il polso e sentire il ritmo del cuore. Attenzione infine all’altitudine: potrebbe provocare un rialzo della pressione in chi ne soffre e richiedere un aumento della dose del farmaco che si prende di solito.

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