Calcoli renali, occhio ai “sobbalzi” in vacanza

Se siete soggetti a calcoli renali, attenzione ai viaggi su strade accidentate, oltre che all'alimentazione

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Metteteci il grande caldo con l’umidità che fa sudare anche se si sta fermi. Aggiungete un pizzico di pigrizia, che spesso ci porta a “dimenticare” di bere e introdurre i liquidi di cui il corpo avrebbe bisogno. Mescolate il tutto con un pizzico di alimentazione non proprio “intelligente” ed avrete la perfetta formula del cocktail che facilita, specie in chi è predisposto, la formazione di calcoli nelle vie urinarie ed il conseguente dolore. C’è un ingrediente, comunque, che non va dimenticato: i viaggi su terreni scoscesi, magari anche in fuoristrada o in cibi, possono aggiungere stimoli che in qualche modo sono in grado di peggiorare la situazione in chi è soggetto a questo problema.

Una malattia “professionale” per chi ama il fuoristrada

Chi soffre frequentemente di coliche renali e quindi ha la tendenza a formare calcoli all’interno dell’organo che produce l’urina, dovrebbe prestare particolare attenzione ai sobbalzi ed ai viaggi che prevedono stimoli ripetuti a carico della schiena. A rischio, quindi i lunghi trasferimenti in jeep poco attrezzate per assorbire gli urti, squad, Kart e quanto altro risente delle asperità del terreno. Insomma: se andate soggetti a calcoli renali, occhio al fuoristrada e ai tour su terreno misto neve-ghiaccio-sterrato.

Se soffrite spesso di calcoli al rene, quelle pietruzze che si formano all’interno dell’organo e ostruiscono il passaggio delle urine lungo l’uretere (il condotto entro cui l’urina scende dal rene alla vescica), cercate di ridurre al minimo i sobbalzi della strada. Infatti è provato che gli sbalzi, specie se l’auto non è perfettamente molleggiata, possono favorire la comparsa di coliche, potenzialmente molto dolorose. In ogni caso, non pensate di essere in una condizione rara.

Stando alle statistiche, una persona su dieci ha almeno un episodio di calcolosi nel corso della sua vita e circa trenta persone ogni mille vengano ricoverate in ospedale ogni anno in seguito alla presenza reale o presunta delle temutissime “pietre”. Non solo altre settanta su mille si curano a casa, magari chiamando il proprio medico oppure chiedendo aiuto alla guardia medica nelle giornate di festa. Con crisi che possono nascere proprio in vacanza, quando nel villaggio turistico si torna dal safari oppure dopo un lungo trasferimento su strade accidentate di montagna. I primi segni della presenza di queste “pietre” sono legati a dolori che ricordano quelli della lombalgia, e possono quindi essere attribuiti ad una cattiva posizione in automobile o alla scomodità dei sedili. Ma poi il dolore tende ad accentuarsi e a portarsi verso l’avanti, diventano più riconoscibile. Soprattutto se già si sa di essere a rischio.

Attenzione a tavola

In vacanza può capitare più spesso di scegliere alimenti preconfezionati, che sono ricchi di sali. E magari si consumano pochi vegetali, frutta e alimenti ricchi di fibre, a favore di cibi eccessivamente ricchi di proteine, come hamburger e carni rosse. Come comportarsi quindi? Per chi soffre di calcoli l’alimentazione deve prevedere prima di tutto uno studio della componente di base dei calcoli stessi per ridurre il rischio di nuove coliche. I calcoli più comuni, individuabili in quasi sette casi su dieci, sono di ossalato di calcio. In questa classifica seguono poi quelli contenenti calcio ed acido urico, fosfato di calcio e struvite: quando è presente questo minerale come costituente delle dolorose “pietruzze”, la dieta appare meno importante, visto che la genesi del calcolo appare legata soprattutto alle ripetute infezioni urinarie.

In termini generali, in ogni caso, l’alimentazione deve mirare a ridurre l’escrezione con le urine dei sali che portano alla formazione dei calcoli. Quindi bisogna bere molto perché così aumenta la diluizione dei sali che tendono ad accumularsi e quindi si riducono i rischi. Tra le acque più indicate ci sono le oligo-minerali, a basso contenuto di sodio e calcio. È poi importante assumere regolarmente cibi che contengano acido citrico, che aiuta a ridurre la formazione dei calcoli. Ne è ricco ad esempio il limone.

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