Asma, perché non bisogna esagerare con il cortisone per bocca

Una grande risorsa per la medicina, il cortisone: ma è sempre meglio non esagerare con l'assunzione per bocca, anche in vista del vaccino per il Covid

È una grande risorsa per la medicina, il cortisone. Con i suoi tanti derivati consente di affrontare al meglio, e rapidamente, diverse situazioni. Ma bisogna sempre ricordare che non bisogna esagerare, se non è il medico a dirlo. Soprattutto per chi soffre di asma.

L’impiego delle pillole di cortisone nella cura dell’asma va di pari passo con una cattiva salute, oltre che con costi elevati di gestione degli effetti collaterali. A dirlo è un’indagine demoscopica Doxa sull’impiego dei corticosteroidi orali nel trattamento dell’asma, secondo cui problemi come ipertensione, osteoporosi e fratture, cataratta e glaucoma, diabete e disturbi del sonno, sono molto più frequenti negli asmatici in terapia con corticosteroidi orali rispetto agli asmatici che non ne fanno uso.

Possibile effetto sull’efficacia del vaccino per Covid-19?

“Un impiego esteso e inadeguato del cortisone per via orale va evitato ancora di più oggi, durante la pandemia: al di sopra di un dosaggio di 7,5-10 milligrammi al giorno prevale l’effetto immunosoppressore del cortisone orale e si rischia un decorso peggiore dell’infezione, nel caso si sia contagiati da SARS-CoV-2, o una risposta inferiore al vaccino se ci si è sottoposti alla vaccinazione anti-Covid – fa sapere Francesco Blasi, board scientifico del SANI, Direttore Pneumologia de Fondazione Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico e professore Malattie Respiratorie all’Università degli Studi di Milano – Stando alle linee guida internazionali, i corticosteroidi per via orale nell’asma dovrebbero essere utilizzati solo nelle crisi acute; in caso di asma grave si suggerisce di impiegarli ai minori dosaggi possibili e come trattamento di seconda scelta”.

Ma torniamo allo studio. il 63% di chi assume cortisonici per bocca soffre di più patologie, se la terapia orale è continuativa la percentuale sale addirittura al 73% e nel 22% dei casi le altre malattie presenti sono tre o più. Purtroppo, non c’è sufficiente consapevolezza dei rischi: esami essenziali per riconoscere gli effetti collaterali da cortisone, come la Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC), sono prescritti ad appena l’11% di chi ne fa uso, e, paradossalmente, al 4% di chi fa una terapia continuativa. Inoltre il cortisone per bocca può essere rischioso anche e soprattutto in caso di vaccinazione anti-Covid: al di sopra di un dosaggio di 7,5-10 milligrammi al giorno infatti l’effetto immunosoppressore del cortisone orale prevale su quello antinfiammatorio e si rischia una risposta inferiore al vaccino.

Queste raccomandazioni sono alla base di una campagna social di sensibilizzazione sui danni da cortisone per via sistemica, promossa dalla rete SANI, che riunisce centri specializzati nel trattamento dell’asma grave. Per far fronte agli effetti collaterali dovuti all’uso improprio come terapia di prima scelta nell’asma grave si stima una spesa di 240 milioni di euro annui, stando al più recente studio italiano della rete SANI, che ha valutato l’impatto dei cortisonici nell’asma grave. Se l’asma grave lascia senza respiro, quindi, si devono eseguire correttamente le terapie inalatorie prescritte dal medico, a cui aderisce solo il 13,8% dei pazienti, e ricorrere alle nuove terapie con farmaci biologici, efficaci e in grado di ridurre l’uso di cortisone, che consentono perciò nel lungo periodo un risparmio nella spesa per le cure ma soprattutto per gli effetti collaterali.

Donne a rischio

“Gli italiani con asma sono circa 4 milioni in prevalenza donne over 60, di questi circa mezzo milione viene trattato con cortisone orale anche se con asma lieve, in modo del tutto ingiustificato. – spiega Giorgio Walter Canonica, board scientifico del SANI e professore di Medicina Respiratoria Humanitas University e Istituto Clinico Humanitas di Milano.

Il cortisone per via orale è gravato da un elevato rischio di eventi avversi, più alto all’aumentare del dosaggio e della durata della cura e perciò consistente nei soggetti con asma grave. I dati dell’indagine Doxa, condotta su circa 300 pazienti e 300 medici, lo confermano: il 63% di chi utilizza cortisone per via orale soffre di più patologie. Percentuale che sale al 73% in chi segue una terapia con cortisone orale continuativa, per più di 6 mesi. Purtroppo i rischi sono sottovalutati e non si fa abbastanza neppure per intercettarli tempestivamente: ad appena l’11% dei pazienti in cura con cortisonici è stata prescritta la MOC per valutare l’osteoporosi, cinque volte più comune in chi prende cortisone orale”.

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