Asma, il peso degli ormoni femminili

Uno studio indaga gli effetti che i contraccettivi possono avere su donne in età fertile che soffrono di asma

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Che le donne siano più esposte a sviluppare asma, soprattutto in giovane età, è ormai dimostrato dai numeri. Quello che appare difficile da spiegare è il meccanismo attraverso cui le fluttuazioni degli ormoni tipiche del ciclo mestruale possano contribuire a peggiorare il quadro esponendo alcune donne alla vera e propria “fame d’aria” che caratterizza le forme più gravi della patologia respiratoria.

Su questo fronte, ora arriva uno studio osservazione, che ovviamente non offre informazioni su un possibile rapporto causa-effetto, che segnala un potenziale seppur limitato effetto positivo dei contraccettivi. La ricerca, pubblicata sulla rivista Thorax, non ha compreso i contraccettivi solo progestinici, ma è comunque un tassello in più sulla conoscenza di questa patologia.

Quale rapporto tra ormoni e mancanza di fiato?

L’indagine, coordinata da Bright Nwaru, ha preso in esame i dati contenuti in una grande banca dati, chiamata Optimum Patient Care Research Database (OPCRD), estrapolando le informazioni relative a più di 80.000 donne in età fertile che soffrivano anche di asma.

Si è valutato l’impiego dei contraccettivi e il tempo del loro uso, confrontando popolazioni diverse di giovani con donne di pari età, sempre asmatiche, che invece non assumevano la pillola per valutare i cambiamenti nella gravità della condizione. L’indagine ha mostrato che il rischio di avere attacchi di asma grave è aumentato con l’aumentare dell’età, con l’incremento del peso corporeo e con un maggior numero di gravidanze. Ovviamente, anche il fumo ha rappresentato un elemento di pericolo.

Venendo specificamente al contraccettivo orale, si è visto un minor rischio di crisi respiratorie pesanti in caso di assunzione di contraccettivi ormonali: non è stato tuttavia osservato alcun effetto protettivo per i contraccettivi a base di solo progestinico, indipendentemente dal peso e dal vizio del fumo. Ovviamente, come detto, si tratta solamente di un’osservazione e non è possibile trarre conclusioni definitive.

Ma è certo che solo altri studi, in futuro, potranno chiarire completamente il potenziale effetto protettivo della contraccezione, specie sulle forme più serie di asma. Questa è una malattia cronica dei bronchi ed è dovuta all’infiammazione dei bronchi associata a broncocostrizione, cioè a restringimento del calibro dei bronchi.

A questi due meccanismi sono dovuti i vari sintomi che possono presentarsi, in forma più o meno intensa. Si va dalla dispnea, ovvero dalla difficoltà respiratoria che può giungere fino alla sensazione di “fame d’aria” fino alla tosse e ai sibili lungo le vie respiratorie, che si formano per i restringimenti al passaggio dell’aria. Particolare attenzione va prestata alla tosse, che nell’asma è quasi sempre secca e senza produzione di muco e può rappresentare il primo segnale d’allarme.

L’importanza della diagnosi

Oltre alla presenza dei sintomi esiste un test che indica con estrema precisione l’asma e lo stato di restringimento delle vie respiratorie. Si chiama test di funzionalità respiratoria. L’esame, molto semplice, viene effettuato per valutare quanto le vie del respiro sono ostruite e quanto il polmone riesce a riempirsi e svuotarsi durante un atto respiratorio.

L’indagine si applica inspirando ed espirando in un boccaglio collegato ad una macchina (lo spirometro) che registra i diversi parametri del respiro, trasformando ogni atto respiratorio in parametri numerici. I risultati dell’esame sono fondamentali per valutare lo stato di gravità di malattie che portano alla parziale occlusione delle vie respiratorie, come l’asma bronchiale, le bronchiti croniche, l’enfisema polmonare.

In particolare per valutare l’asma assume importanza il VEMS (Volume espiratorio massimo al secondo). Il paziente deve espirare con la massima potenza dopo essersi riempito i polmoni, e svuotarsi più rapidamente possibile. Se è asmatico l’eliminazione di aria in un secondo è minore rispetto alla norma prevista per quella persona, visto che il restringimento bronchiale impedisce la corretta eliminazione dell’aria. Una volta arrivati alla diagnosi, poi, si può puntare sulle cure, da scegliere caso per caso, ricordando che la malattia è cronica e quindi, anche nei periodi di benessere, non bisogna smettere la terapia a meno che non sia il medico ad indicarlo.

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