Artrite psoriasica, la terapia non aumenta il rischio cancro

Uno studio danese ha evidenziato che i farmaci TNF, utilizzati da 20 anni nel trattamento della patologia, non sono correlati all'insorgenza di tumori

I pazienti che vengono sottoposti a terapia con farmaci TNF (inibitori del fattore di necrosi tumorale) per il trattamento dell’artrite psoriasica non vedono aumentare il rischio di cancro.

Questa è la principale conclusione di uno studio presentato nel corso di Eular 2019, il Congresso Europeo di Dermatologia in corso a Madrid fino alla giornata di domani.

Lo studio, realizzato da un team di ricercatori attivi presso l’ospedale universitario danese della città di Aalborg, ha preso in esame la situazione di 8000 pazienti. Si parla di un campione caratterizzatizzato esclusivamente da persone affette da artrite psoriasica e trattate con terapia farmacologica a base di TNF.

I risultati su questi pazienti non hanno palesato alcun aumento del rischio di cancro (lo studio ha preso in considerazione diverse tipologia di tumori). Anche se nel corso della ricerca è stato evidenziato uno sviluppo non indifferente di linfomi maligni, gli studiosi hanno tranquillizzato in merito alla correlazione con i farmaci.

Il rischio di insorgenza di linfomi maligni è infatti notevole anche in chi soffre di altre malattie reumatiche infiammatorie di natura cronica, come per esempio l’artrite reumatoide.

Questa ricerca è un primo passo – saranno necessarie ulteriori analisi per chiarire ancora meglio la questione dei linfomi maligni – verso l’eliminazione di qualsiasi preoccupazione in merito ai rischi dei TNF.

I farmaci in questione, noti anche come inibitori del fattore di necrosi tumorale, vengono utilizzati da più di 20 anni nel trattamento di diverse patologie reumatiche, tra le quali compare appunto l’artrite psoriasica.

Tipica dei pazienti affetti da psoriasi (a volte anche dei loro parenti più stretti, come per esempio i fratelli), colpisce le articolazioni e si manifesta con dolore, gonfiore e rigidità a livello di queste ultime. Esattamente come accade con le manifestazioni cutanee della psoriasi, anche questa sintomatologia può essere interessata da periodi di remissione.

Come ricordato anche a Madrid in questi giorni di congresso, il nostro Paese non è in una buona posizione per quanto riguarda l’utilizzo di questi farmaci.

Da somministrare sotto stretto controllo medico e presso strutture ad hoc, in Italia sono poco diffusi anche per via di deficienze relative all’attuazione del cosiddetto Piano Cronicità, che permetterebbe ai soggetti affetti da patologie reumatiche di accedere a percorsi curativi specifici gestiti dai Servizi Sanitari degli Enti Regionali.

Artrite psoriasica, la terapia non aumenta il rischio cancro