Arresto cardiaco, l’importanza del primo soccorso in vacanza

Come riconoscere un arresto cardiaco e agire tempestivamente

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Pochi giorni fa, la legge che porta l’Italia ai vertici dell’assistenza in urgenza in caso di arresto cardio-respiratorio. Tra le indicazioni ci sono alcuni aspetti essenziali per migliorare il primo soccorso, come la mappatura e la geo-localizzazione dei defibrillatori automatici esterni o DAE, la loro maggiore diffusione, il potenziamento della formazione sul primo soccorso rivolta a tutti i cittadini e la sua introduzione obbligatoria a scuola, l’obbligo per il 118 di fornire ai cittadini le istruzioni telefoniche per riconoscere l’arresto cardiaco, per fare il massaggio cardiaco e per utilizzare i DAE stessi.

Ora però è importante fare in modo che anche nei luoghi di vacanza, dove in estate si affollano moltissimi turisti, si punti ad avere la disponibilità rapida di questi dispositivi salvavita. A dirlo sono gli esperti di IRC (Italian Resuscitation Council). 

Un censimento a disposizione di tutti 

“È importante censire e geo-localizzare i DAE già presenti sul territorio italiano, compresi quelli installati negli stabilimenti balneari e nei rifugi, e, come prevede la nuova legge sui DAE, creare una mappa interattiva consultabile attraverso un’applicazione per i cellulari, per far sì che tutti possano sapere qual è il defibrillatore più vicino al luogo dell’emergenza – ricorda Giuseppe Ristagno, presidente di IRC, Italian Resuscitation Council, società scientifica senza scopo di lucro, riconosciuta dal Ministero della Salute, che unisce medici e infermieri esperti in rianimazione cardiopolmonare -. È necessario inoltre aumentare il numero dei DAE in spiagge attrezzate, rifugi e impianti sportivi, e, diffondere il più possibile la formazione sul primo soccorso”. 

Per approfondire questi temi IRC ha messo a disposizione sul suo sito, due approfondimenti consultabili gratuitamente sul soccorso in montagna in ambiente impervio, in collaborazione con il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, l’Azienda Sanitaria Friuli Occidentale, l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige e sul soccorso al mare e al laghi in caso di annegamento, in collaborazione con la Federazione Italiana Nuoto, il 118 del Trentino e di Arezzo, l’Istituto Giannina Gaslini e Costa Crociere. 

Come dobbiamo comportarci? Una raccomandazione essenziale per chiunque affronti un’escursione in un luogo isolato al mare, al lago e in montagna è informarsi sui punti di riferimento del luogo (per esempio il numero del sentiero) e attivare la geo-localizzazione sul cellulare che può aiutare i soccorsi nell’individuare la zona in cui intervenire. Da ricordare inoltre che tra i principali fattori che aumentano il rischio di annegamento vi sono la sopravvalutazione delle proprie abilità natatorie, l’assunzione di alcol e stupefacenti e il mancato controllo dei bambini da parte degli adulti. 

Ecco cosa dobbiamo imparare 

Le 8 azioni “salvavita” che tutti possono compiere. In Europa si verificano ogni anno circa 400.000 arresti cardiaci (60.000 in Italia) e si stima che solo nel 58% dei casi chi assiste intervenga con le manovra salvavita (massaggio cardiaco, ventilazioni) e nel 28% dei casi con il defibrillatore.

È fondamentale quindi che chiunque assista a un arresto cardiaco, intervenga subito con alcune semplici azioni: se non c’è pericolo, avvicinarsi alla persona da soccorrere; chiamarla e scuotere leggermente la parte inferiore del corpo; se non risponde, osservare il torace per capire se respira; se non risponde e non respira normalmente chiamare il 112; seguire le indicazioni dell’operatore e, se possibile, attivare il vivavoce; se possibile, chiedere ai presenti di portare il DAE; sovrapporre le mani al centro del torace della persona da soccorrere; iniziare il massaggio cardiaco con braccia tese e 2 compressioni al secondo, senza staccare l mani dal torace; se e non appena disponibile accendere il DAE e seguire le istruzioni. 

 

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