Alzheimer, un test per individuarlo prima che si manifesti

Una ricerca ha messo a punto un nuovo test che consentirà di individuare l'Alzheimer prima che si manifesti

In futuro l’Alzheimer si potrà individuare prima che si manifesti grazie ad un semplice test.

Lo svela una ricerca italiana che ha messo a punto un esame a basso costo e molto semplice da eseguire che fra non molto tempo sarà utilizzato per predire la patologia. Lo studio è stato realizzato da un team di studiosi della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs – Università Cattolica, con l’aiuto dell’Irccs S. Raffaele Pisana e pubblicato su Annals of Neurology. Si tratta in sostanza di un prelievo di sangue e un elettroencefalogramma che potrebbero cambiare la vita di molte persone e il modo di percepire questa malattia.

La ricerca è partita grazie all’analisi di alcune persone affette dalla mild cognitive impairment, una sindrome neurologica che si trova a metà fra il declino cognitivo naturale dovuto all’età e la demenza vera e propria. Chi soffre di questa patologia ha maggiori possibilità di sviluppare l’Alzheimer in futuro. I ricercatori hanno tentato di sviluppare un test che consentisse di capire chi manifesterà questa forma particolare di demenza, per arrivare ad una diagnosi e una cura veloce della patologia. 

Hanno così realizzato un test che è risultato altamente efficace e che combina due analisi. Da una parte l’elettroencefalogramma, che serve a misurare l’attività elettrica cerebrale, individuando numerosi disturbi, incluse le malattie neurologiche. Dall’altra un test genetico realizzato con una semplice analisi del sangue, che è in grado di individuare una mutazione del gene ApoE, collegata al rischio di Alzheimer.

“Quest’analisi potrebbe valutare su base individuale con grande precisione il rischio di progressione del mild cognitive impairment – hanno spiegato gli esperti -. Quando arriveranno i farmaci innovativi destinati alle forme ‘prodromiche’ di Alzheimer. dovremo avere lo strumento per intercettare per tempo quali sono i soggetti che certamente si ammaleranno”.

“Il test è utilizzabile da subito nella pratica clinica – ha chiarito Paolo Maria Rossini, che dirige l’Area di neuroscienze della Fondazione policlinico Gemelli -, ma è previsto un suo collaudo all’interno di un progetto di ricerca comparativa denominato Interceptor, di recente finanziato dall’Agenzia italiana del farmaco e dal Ministero della salute – bando che sta andando incontro ad un rallentamento nei tempi, ma l’auspicio è che al più presto le autorità regolatorie ne colgano l’importanza”.

Alzheimer, un test per individuarlo prima che si manifesti