Alzheimer, nuova lettura della risonanza magnetica per una diagnosi precoce

L'unico strumento per bloccare l'Alzheimer è la diagnosi precoce che ora diviene più puntuale grazie a una nuova lettura della risonanza magnetica

L’Alzheimer è una malattia che solo in Italia colpisce circa 600mila individui, il 5% della popolazione anziana. Un numero purtroppo destinato a crescere.

Al momento non ci sono terapie risolutive. Esiste solo la ricerca, unica arma per rallentare e bloccare la progressione della malattia e per effettuare diagnosi sempre più precoci. Proprio una nuova lettura della risonanza magnetica, strumento ormai presente in tutte le strutture ospedaliere, può permettere di ottenere diagnosi tempestive e più puntuali.

Il progetto di ricerca del dott. Giorgio Giulio Fumagalli – medico specialista in Neurologia presso l’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano che già da due anni fa parte della rete nazionale di ricerca dell’Associazione Airalzh Onlus – si concentra proprio sui metodi per utilizzare al meglio la risonanza magnetica, semplificando il lavoro del neurologo che guarda le immagini di risonanza e permettendo una migliore distinzione tra le diverse forme di demenza.

La ricerca si concentra nel migliorare la precisione della diagnosi differenziale delle demenze tramite la misurazione dell’ampiezza dei solchi cerebrali rilevabili dalle usuali indagini.

Lo studio sta valutando, sia visivamente che con l’uso di un software specifico, le dimensioni di sei diversi solchi cerebrali (olfattorio, cingolato anteriore, temporale polare, insulare, cingolato posteriore e parieto-occipitale).

La risonanza magnetica permette di valutare l’atrofia, cioè la riduzione del volume cerebrale, e valutando le diverse aree del cervello che sono state colpite è possibile orientarsi verso una forma o l’altra di demenza: nella malattia di Alzheimer l’atrofia colpisce principalmente l’ippocampo, la regione temporale mesiale ed in parte nel lobo parietale mentre nell’atrofia corticale posteriore sono più colpiti i lobi parietali e occipitali.

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