L’Alzheimer distrugge la memoria ma aumenta la creatività

Un gruppo di ricercatori australiani ha dimostrato che la degenerazione delle facoltà mentali porta a uno sviluppo della creatività, forse come forma di compensazione

L’Alzheimer è una malattia neurodegenerativa che distrugge il cervello, portando gradualmente alla perdita del linguaggio, della memoria e delle altre facoltà mentali basilari. Al momento non è stata individuata ancora una cura. Esistono solo delle terapie in grado di rallentarne il decorso. L’unica esile consolazione rispetto a questa terribile malattia è stata individuata da un gruppo di ricercatori del Neuroscience Research Australia: l’Alzheimer brucia la memoria ma aumenta la creatività.

I risultati di quest’indagine, pubblicati sulla rivista specializzata Journal of Alzheimer’s Disease, dimostrano che in alcuni pazienti le aree del cervello adibite alla creatività risultano più efficienti. In certi casi, i malati di Alzheimer imparano a dipingere, cantare, scrivere, attività che non hanno mai svolto nella loro vita. Forse questo è dovuto a una compensazione per la perdita di memoria e di alte facoltà cerebrali o forse il calo cognitivo ha come conseguenza una disinibizione delle zone del cervello legate alla creatività.

I ricercatori australiani sono arrivati a queste conclusioni interrogando 185 persone che assistono pazienti affetti da demenza, riscontrando in alcune di queste persone un aumento della creatività. Non a caso, molte associazioni di assistenza organizzano per i malati di Alzheimer corsi di pittura, canto e visite nei musei. L’Università del Kentucky comincerà una sperimentazione per vedere se pittura, scultura e collage migliorano le condizioni di 12 pazienti affetti da una demenza lieve.

A indirizzare l’analisi sono stati anche alcuni casi particolari. Come quello di Maurice Ravel che si ritiene che mostrasse i primi segni della malattia mentre componeva una delle sue opere più celebri, Il Bolero. La pittrice canadese Anne Theresa Adams cercò di tradurre in dipinti le emozioni provate all’ascolto proprio del Bolero quando in età avanzata ha cominciato a mostrare i primi segni di afasia, uno dei sintomi più comuni dell’Alzheimer. I ricercatori della California, studiando il caso della pittrice, hanno scoperto come Anne Adams presentasse un maggior afflusso di sangue e più materia grigia proprio nelle zone del cervello che hanno a che fare con la creatività.

L’Alzheimer distrugge la memoria ma aumenta la creatività