Alzheimer, cervello giovane con due bicchieri di vino al giorno

Se è vero che troppo alcol fa male, è anche vero che il vino in quantità moderate ha effetti positivi sull'organismo. Ecco una recente ricerca che ne prova i benefici sul cervello.

Uno studio dell’Università di Rochester Medical Center mette in evidenza come un consumo moderato di vino e alcol aiuti il cervello ad eliminare pericolose tossine, prevenendo addirittura il morbo di Alzheimer.

La ricerca è stata condotta su delle cavie da laboratorio e ha dimostrato che alti dosi di etanolo hanno effetti devastanti sul cervello, mentre quantità limitate migliorano la capacità del cervello stesso di rimuovere scorie e tossine che in esso si formavano.

Nell’indagine, apparsa su Scientific Reports, gli scienziati hanno spiegato come nei topi a cui sono state somministrate bassi dosi di etanolo, il liquido spinale cerebrale, che ha lo scopo proprio di ripulire il cervello dalle scorie, risulta essere più efficace in quest’opera di pulizia, rispetto a quello delle cavie che non hanno assunto alcol.

Moderati livelli di etanolo hanno dunque un effetto positivo sul cervello: eliminare scorie e tossine vuole dire proteggere l’attività cognitiva della mente, riducendo il rischio di incorrere in malattie neurodegenerative, come demenza e Alzheimer. Quest’ultimo è associato a pericolose proteine dette beta-amiloide e tau, la ricerca evidenzia come un consumo moderato di etanolo contribuisca all’eliminazione anche di questo tipo di materiale di scarto.

La dose consigliata dai ricercatori è di circa 2,5 bicchieri al giorno. Superare questa quantità, soprattutto se di molto e per lungo tempo, invece ha effetti deleteri e velocizza il declino cognitivo.

Prevenire le malattie neurodegenerative è fondamentale dal momento che i numeri sono davvero preoccupanti: studi recenti hanno evidenziato che in Italia soffrono questo tipo di patologie un milione e 200mila persone. Le forme di demenza senile sono state indicate dall’Organizzazione mondiale della sanità come l’emergenza socio-sanitaria del XXI secolo. Nel 2030 si calcola che i malati saliranno a un milione e 600mila, per arrivare a 2 milioni nel 2050. In un breve lasso di tempo, circa 20 anni, una famiglia su quattro avrà un malato di Alzheimer.

Alzheimer, cervello giovane con due bicchieri di vino al giorno
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