Alzheimer, l’aspirina riduce le placche tossiche nel cervello

Uno studio americano ha dimostrato l'efficacia dell'aspirina nel ridurre le placche tossiche causate dall'Alzheimer

L’aspirina potrebbe rivelarsi un’arma valida contro l’Alzheimer, poiché è in grado di ridurre le placche tossiche nel cervello.

La scoperta arriva da una ricerca scientifica realizzata dagli studiosi della Rush Medical University. Secondo il team di scienziati il farmaco che viene utilizzato per curare mal di testa e sintomi influenzali, sarebbe efficace nel rimuovere gli accumuli che ostacolano le connessioni fra le cellule nervose, provocando l’Alzheimer. Lo studio, pubblicato su The Journal of Neuroscience, è stato effettuato in laboratorio su alcuni topi affetti dalla malattia a cui è stato somministrato acido acetilsalicilico.

Dopo la cura con l’aspirina, le analisi hanno evidenziato che le placche presenti nel cervello degli animali erano diminuite. La causa potrebbe essere la proteina TFEB, che controlla nell’organismo la rimozione degli scarti, come le placche di beta amiloide. Per farlo produce i lisosomi, delle sostanze che hanno come compito quello di facilitare l’eliminazione dei “rifiuti”. L’acido acetilsalicilico, principio attivo dell’aspirina, favorirebbe, secondo i ricercatori, la produzione di lisosomi.

Il fenomeno si verifica soprattutto nell’ippocampo, l’area del cervello che viene tendenzialmente associata alla memoria. Questo meccanismo potrebbe essere utile per rallentare l’Alzheimer e, forse, anche per sconfiggerlo. Da tempo gli scienziati hanno sottolineato gli innumerevoli pregi dell’aspirina. Il medicinale infatti fluidifica il sangue e viene spesso prescritto a pazienti con problemi cardiovascolari e cerebrovascolari, che soffrono anche di demenza senile. Studi scientifici hanno dimostrato l’efficacia del farmaco anche contro l’ictus, gli infarti e le malattie neurodegenerative.

Per ora gli studi sono ancora all’inizio, ma si tratta di un altro importante passo per sconfiggere l’Alzheimer. La ricerca, come hanno sottolineato anche i ricercatori, è giunta per ora solo ad un risultato preliminare ed è stata effettuata su cellule animali, ma le premesse fanno ben sperare. In futuro infatti l’aspirina potrebbe essere una delle armi a disposizione per comprendere e curare la malattia. 

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