Allergia al pesce, come si manifesta e quanto è pericolosa

Questa puntata di "Pillole di Salute quotidiana" ci spiega quali sono i segnali di un'allergia al pesce e come comportarsi

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

In generale l’allergia al pesce si manifesta con un forte prurito alla bocca e al palato, magari anche accompagnati da disturbi alla pancia, Questi sono i segni e i sintomi delle persone che sono allergiche al pesce e in particolare a quello crudo, piuttosto che crostacei, gamberi e molluschi.

Allergia al pesce, cause e gravità

Esistono diversi tipi in termini di gravità e di possibili cause di allergie al pesce. E non bisogna dimenticare che ci sono le reattività crociate. Per esempio esiste una particolare proteina, che è tipica dell’acaro della polvere, che si può ritrovare anche nei crostacei, nei molluschi e nel parassita che si può trovare nelle acciughe e in altri pesci. I rischi possono essere maggiori se crostacei e simili sono assunti crudi, perché la cottura può ridurre se non del tutto la presenza di proteine allergizzanti.

L’allergia al pesce appare in sviluppo e può anche avere forme di manifestazioni potenzialmente molto gravi. Posso esserci persone allergiche a un solo pesce e si possono osservare addirittura sintomi in seguito alla semplice inalazione di fumi della frittura.

Allergia al pesce, il parassita pericoloso

Un altro problema può derivare dall’anisakis, un parassita che può infestare le carni. Per proteggersi, occorre eviscerare immediatamente il pesce dopo la cattura. Se si mangiano carni infestate, anche se non dovrebbe mai accadere, e non cotte, si possono avere problemi che non sono propriamente allergici, ma che possono scatenare questo quadro, come forti dolori all’addome, nausea, vomito e altro.

Per non correre rischi, bisogna puntare sul grande freddo. Se si vuole gustare un buon carpaccio di pesce, bisognerebbe acquistarlo freschissimo, pulirlo quanto prima e congelarlo per qualche giorno a una temperatura di -18°.

Avvelenamento da pesce

Congelamento rapido dopo la cattura, è importante per evitare il classico avvelenamento da tonni e sgombri freschi, perché le carni di questi animali possono sviluppare germi  che poi si trasmettono all’uomo.

Nel caso in cui si manifestino sintomi di una reazione allergica, occorre parlarne col proprio medico, oltre ad astenersi dalla consumazione di cibi che portano a tale reazione. Invece l’assunzione di pesce rimasto al caldo, può provocare forti dolori di stomaco, macchie sulla pelle dovute alla stamina, sostanza che facilita l’infiammazione.

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“Pillole di Salute quotidiana” è la serie in podcast di DiLei TakeCare, a cura di Federico Mereta. In ogni puntata si parla di prevenzione, cure e buone abitudini.