Alcolici e donne, come comportarsi per il brindisi di fine anno

Nelle donne, l'alcol viene assimilato più lentamente e i suoi effetti perdurano più a lungo

Federico Mereta Giornalista Scientifico

San Silvestro quest’anno sarà diverso, causa Covid-19. Ma non mancheranno comunque, anche per lasciarci alle spalle il 2020, qualche piatto da consumare in famiglia e di conseguenza i vini preparati per l’occasione e i brindisi degli auguri. Ed allora, meglio ricordare che bere alcolici ha effetti diversi nell’uomo e nella donna. Pur se ovviamente l’abitudine alle bevute consente di sopportare meglio vini, champagne e liquori (mai dimenticare di limitarsi a bagnare le labbra se non si è avvezze al bere), ecco qualche semplice regola per affrontare al meglio i brindisi di fine anno e più in generale per non trovarsi a disagio per le “insidie” dell’alcol.

L’enzima chiave per metabolizzare l’alcol

Non ci sono dubbi. Ogni persona reagisce all’assunzione di alcol a modo suo, diversamente da chi le sta a fianco. Ma se è vero che la reazione all’alcol è diverse tra le varie persone, e viene modificata ulteriormente dall’ambiente e dalle condizioni in cui si beve, dall’altro non va dimenticato che comunque la donna tende ad assimilare l’alcol più lentamente e a mantenerlo più a lungo nel sangue, prolungandone gli effetti.

Nelle donne infatti esiste una carenza relativa di un particolare enzima chiamato Alcol-Deidrogenasi: mediamente questo enzima è disponibile per il 20-25 per cento in meno nel gentil sesso rispetto ai maschi. Questo enzima ha il compito di “spezzare” attraverso una reazione biochimica l’etanolo in acqua e anidride carbonica, i suoi prodotti finali. Per chi ama gli alcolici, sarebbe un sogno se la disponibilità di questo enzima e delle reazioni che gestisce fosse infinita. Ma non è così.

Per questo, appena si supera una certa dose di alcol, questo non può essere metabolizzato e va a danneggiare il corpo: in particolare il fegato e il sistema nervoso. Così si arriva alle classiche conseguenze legate all’assunzione di alcolici, che non risparmiano nessuno. Fino ad un millilitro di alcol per litro di sangue si tende ad essere meno rapidi nelle reazioni, ma basta che la quota si raddoppi per arrivare all’ebbrezza vera e propria e ad un’innaturale euforia. Il pericolo diventa quello di perdere i freni inibitori, con maggior rischio di cadute e incidenti stradali, pur se non si ci dovrebbe mai mettere al volante dopo aver bevuto.

Insomma: l’alcol va evitato, o comunque consumato davvero in modiche quantità. E non si deve cadere nel rischio della sbornia: le conseguenze possono essere estremamente gravi. Se il tasso alcolico nel sangue sale, infatti, dopo la fase di euforia si rischia di andare incontro ad uno stato di profondo sopore e soprattutto, specie per chi non è abituato a bere, c’è il rischio della cosiddetta acidosi metabolica. In questa situazione l’acidità del sangue aumenta in maniera significativa e questo porta ad una grave sofferenza degli organi.

E poi, attenzione alle calorie.

Calorie vuote, come ridurre i problemi per la linea

Nel conto delle calorie che si introducono con i cibi bisogna tener conto che ogni grammo di alcol dà all’organismo 7 calorie. Si tratta di calorie “vuote” perché praticamente prive di gran parte delle sostanze nutritive Per questo chi abusa di alcolici può essere più facilmente in sovrappeso. E non c’è da sperare sostituendo la birra al vino. Anche se nella birra c’è meno alcol rispetto al vino, si tende a berne di più e quindi alla fine la situazione delle calorie ingerite cambia di poco. Per questo è meglio evitare gli alcolici e se si è abituati a bere moderatamente meglio ricordare qualche sistema per limitare gli effetti dell’alcol sull’organismo.

Prima di tutto, non si deve bere troppo velocemente e solo dopo aver assunto qualche cibo, così si riduce la capacità assorbente della parete gastrica (lo stomaco è l’area in cui viene assorbita la maggior quantità di alcol). Pensate solo che se si beve un bicchiere a digiuno circa il 90 per cento dell’alcol contenuto entrerà nel sangue già un’ora dopo che avete bevuto. Mangiando si rallenta l’assorbimento dell’alcol, che arriva a malapena al 50 per cento dopo un’ora e raggiunge circa l’80 per cento del totale dopo 120 minuti dal pasto.

Altra semplice regola: per molte persone conviene creare una sorta di scudo all’assorbimento dell’alcol. Come? Può aiutare mezzo cucchiaio di olio d’oliva prima di cominciare a bere: potrebbe formare una patina grassa sulla parete dello stomaco che può limitare l’assorbimento di alcolici. Infine, meglio evitare di portare continuamente il bicchiere alla bocca: lasciando passare almeno mezz’ora tra un bicchiere e l’altro si dà più modo al corpo di smaltire l’etanolo.

Ultima raccomandazione: non mescolare farmaci ed alcol. Ad esempio chi sta seguendo una cura per l’allergia, per la depressione o per riuscire a riposare meglio, gli effetti dei medicinali possono mutare di molto in concomitanza con le bevande alcoliche, con pesanti ripercussioni sulle capacità di reazione.

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