Diaframma

Gli attuali diaframmi consistono in una coppa in lattice, con un bordo in metallo flessibile, anch’esso ricoperto di lattice. La prescrizione del diaframma deve essere fatta dal ginecologo o dall’ostetrica, perché il suo diametro varia a secondo dell’anatomia dell’utilizzatrice.
Il diaframma va inserito in vagina prima del rapporto sessuale, in modo che esso copra il collo dell’utero. Va usato insieme ad uno spermicida (in gel, crema, schiuma, o foglietti), che viene applicato sulla sua superficie interna prima dell’inserimento, o introdotto in vagina dopo che il diaframma è stato posizionato. Deve essere inserito prima del rapporto sessuale (fino a non più di 2 ore prima, affinché lo spermicida non perda di efficacia), e va tenuto per almeno 6 ore dopo, altrimenti potrebbero esserci ancora spermatozoi vitali in vagina. Se si hanno rapporti multipli, bisogna provvedere ad un’ulteriore introduzione di spermicida, mantenendo in sede il diaframma.

Una volta inserito correttamente, la presenza del diaframma non viene minimamente avvertita dalla donna. Il metodo di introduzione è semplice, ma richiede spesso un piccolo addestramento da parte del ginecologo o dell’ostetrica. La durata del diaframma è lunga, circa un paio d’anni.
Purtroppo in Italia da qualche anno non sono più in vendita gli spermicidi, che devono quindi essere comprati o fatti arrivare dall’estero. Questo ha limitato fortemente l’uso di questo metodo, che già non era elevato.

Pro:   assenza di controindicazioni e/o effetti collaterali (a parte eventuali allergie a spermicidi e/o al lattice);   è ideale nel caso di rapporti con partner occasionali.
Contro:   sicurezza anticoncezionale inferiore a quella degli altri metodi barriera;   molte donne trovano scomodo dover inserire il diaframma prima del rapporto.

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