Un Natale vegetariano ma gustosissimo: le ricette dello chef Pietro Leemann

Pietro Leemann, cuoco gentile e romantico, cresciuto con l’amore per la terra e la natura ha appreso i ferri del mestiere da Angelo Conti Rossini e Gualtiero Marchesi.
Leemann Chef Ambassador di Expo Milano 2015, chiamato a dare la propria visione di ciò che significa Nutrire il Pianeta, Alimentazione Sana e Futuro del cibo, ha scelto come ingrediente per rappresentare se stesso e l’Italia all’Expo: il grano saraceno.
Lo chef ticinese, si aspetta che all’Esposizione Universale si parli anche di cucina vegetariana, universalmente riconosciuta come essere la più sana e anche la più sostenibile.

La sua roccaforte a Milano è il "Joia, alta cucina naturale", unico ristorante stellato vegetariano, in cui lo chef può esprimere la sua filosofia e l’amore per una alimentazione sana, che trae ispirazione da Rudolf Steiner, la dietetica cinese e l’ayurveda in un connubio tra natura, spirito e corpo.

Leemann ha dedicato alle lettrici di dilei.it il Menù: Un Natale per la Pace e, per l’occasione gli abbiamo chiesto:

Il critico gastronomico Anton Ego quando assaggia la ratatouille – nell’omonimo film – ha una forte emozione che lo riporta indietro nel passato. Qual è la ricetta che ha il potere di riportare Pietro Leemann all’infanzia ed evocare il Natale?
La preparazione che per me evoca il Natale è il tronco di Natale che preparava mia madre, farcito di marmellata di castagne e ricoperto da una mousse di cioccolato.  Una nota interessante, non mangio più cioccolato e nemmeno le uova che erano un ingrediente indispensabile.  Oggi quindi il Natale è rappresentato da una raclette fatta con i buoni formaggi della Vallemaggia, chissà fino a quando? ll Natale è però tale per altri motivi, per la nascita di Gesù e per la vicinanza dei miei cari.

Una risposta ricca di poesia, per questo chef che da sempre sostiene: "Noi siamo quel che mangiamo".

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