Ricette di montagna, dal Trentino alla Val d’Aosta

La cucina di montagna è sintomo di alpeggio e dunque di latte e formaggio, che costituiscono la base delle ricette di queste zone.
In generale, in montagna prevalgono ingredienti a chilometri zero, prodotti tipici che si trovano sul posto semplicemente andando a fare una passeggiata: come i funghi o i formaggi, magari comprati in qualche malga circondata da pascoli che possiamo scegliere come meta di un’escursione, unendo l’utile (la scorta di prodotti tipici) al dilettevole (una bella camminata). 

Tra le varianti regionali delle cucine di montagna è famosa quella del Trentino i cui piatti forti sono la polenta e le ricette a base di funghi. Diversa, ma con molti tratti in comune è la cucina  altoatesina, la cui specialità sono le zuppe, molte delle quali derivate dalle tradizioni culinarie dei popoli del nord Europa. Tipica è anche la cucina regionale di alta montagna della Valle D’Aosta, dove le ricette sono caloriche e saporite, con una predilezione per la polenta e la fontina.
 
Una delle ricette tipiche a cui molti buongustai pensano appena sentono pronunciare il nome "montagna" è quella dei canederli, gnocchi di pane di forma sferica di origine austroungarica che vengono serviti in brodo o asciutti con burro fuso e formaggio gratuggiato. In Alto Adige vengono chiamati Knödel: le varianti sono molte a seconda delle zone e comprendono tra gli ingredienti lardo, formaggi, carne trita, fegato o spinaci.

Qui vi proponiamo la ricetta dei Canederli alla Trentina, una delle specialità dello chef  Roberta dell’Osteria al Vecchio Sarca di Madonna di Campiglio.

 
Ingredienti:
Pane raffermo, brodo vegetale, farina bianca, uova, prezzemolo, mortandella (un salume tipico non insaccato a base di pasta macinata di carni di maiale), salamella fresca o pasta di lucanica, lardo della Val Rendena, speck di montagna, trentingrana, sale e pepe, noce moscata.
Preparazione:
Tagliare il pane raffermo, bagnarlo con brodo o latte tiepido, strizzarlo e aggiungere tutti gli ingredienti a seguire: trentingrana, farina, sale, noce moscata. Portare l’impasto a essere ben sodo (per un buon risultato la cuoca Roberta consiglia molto olio di gomito). Fatto ciò formare delle palline, simili a polpette e calarle nel brodo di cottura. Se l’impasto è lavorato bene i canederli non si sfaldano nel brodo. Si servono in brodo o con burro fuso di malga. Come piatto unico si consiglia di abbinarli a un goulasch alla Trentina o a un ragù di capriolo (se è stagione).
 
Ricette di montagna, dal Trentino alla Val d’Aosta