Il manuale che salva la vita alle donne single: così troverete l’uomo adatto a voi

Gaia Parenti, psicologa per passione, ci mette in guardia dalle "trappole mentali" che fanno scappare i maschi e ci ricorda che nella vita l'uomo "è solo la ciliegina sulla torta"

Perché non riusciamo a trovare l’uomo giusto? Perché siamo ancora single e ogni nostro tentativo di trovare l’amore vero fallisce? Abbiamo tutte la sindrome di Bridget Jones o siamo vittime della sfortuna? Gaia Parenti, psicologa per passione, come si definisce lei stessa,  ha voluto aiutarci a uscire da questa spirale di infelicità. Con molta ironia e tatto nel suo libro Manuale di prevenzione amorosa per donne single, edito da Ultra Edizioni, ci mostra perché ci innamoriamo degli uomini non adatti. E come fare a non cadere sempre nei soliti errori.

Come è nata l’idea del tuo libro Manuale di prevenzione amorosa per donne single?
Io mi considero una sopravvissuta dell’amore. A 40 anni mi sono detta: perché non condividere con le altre donne le mie disavventure amorose? Ho sentito il bisogno di mettere a frutto le mie esperienze, condividendole con chi è in cerca di una storia vera, con quelle donne insomma per le quali “il troppo in amore è ancora poco“.  Per metterle in guardia da certi tipi di uomini (vedi il primo capitolo, Prevenire uno sbaglio di coppia è meglio che curarlo) e aiutarle a non commettere i soliti errori. Per salvarle. Soprattutto dal classico passo falso di legarsi non con l’uomo sbagliato ma con quello non adatto. Così è nato il mio libro.

Da psicologa, secondo te perché ci innamoriamo sempre di chi già sappiamo che ci farà soffrire?
Innanzitutto perché siamo sempre convinte che con le nostre cure amorevoli possiamo cambiare l’altra persona. A rovinarci è la credenza che l’amore possa tutto. In più noi donne siamo predisposte a cadere in quelle che nel libro chiamo “trappole mentali“:  l’essere dilaganti in una relazione, darsi tutte e subito, spiritualmente e fisicamente. Sono le classiche convinzioni errate in amore che fanno scappare gli uomini, alle quali noi donne purtroppo continuiamo a credere ciecamente. È per colpa loro che adottiamo quei comportamenti sbagliatissimi che ci fanno perdere il nostro lui.

Quindi che cosa proprio non dobbiamo fare se vogliamo tenerci stretto il nostro uomo?
Evitare di comportarsi in maniera assillante. Basta con la fame d’amore e l’attaccamento esagerato. Al contrario, dobbiamo mostraci donne indipendenti.
Altro errore gravissimo, come dicevo, è darci tutte e subito. Atteggiamento causato soprattutto dal nostro bisogno di possesso. È sbagliatissimo entrare subito in confidenza, pretendere, ad esempio poco dopo averlo conosciuto, di incontrare la sua famiglia. Insomma, donne calmiamoci. Capiamo prima chi abbiamo di fronte e poi facciamo piccoli progetti. Non definiamo subito il percorso della relazione, pianificando tutto.
Il terzo grave errore è tentare di cambiarlo. Questa trappola deriva dal fatto che crediamo che con l’amore possiamo ottenere tutto, persino redimere il più brutale dei maschi.
E poi smettiamola di comportarci da “migliori amiche”, questo modo di fare è l’antitesi della seduzione e della femminilità. Ricordiamoci che noi prima di tutto siamo compagne, poi siamo sostenitrici del nostro uomo, ma di certo non siamo la sua migliore amica.
Con questi meccanismi, che ho spiegato nel mio libro, la donna sancisce la fine della coppia. Ma la lista potrebbe essere più lunga.

Vuoi svelare solo per le lettrici di DiLei un altro di questi passi falsi che commettiamo, ma che non hai incluso nel libro?
Ti rivelo queste importanti regole che secondo me la donna dovrebbe seguire per non fallire col suo lui. Prima di tutto imponetevi di dare il primo bacio appassionato, alla francese, solo al quinto appuntamento. Nei precedenti quattro limitarsi a sfiorarlo con le labbra. Quindi niente rapporti sessuali almeno fino al quinto incontro. Concedersi prima, fa sì che lui veda in voi una donna facile, probabilmente penserà che se l’avete fatto con lui, vi sarete comportate così anche con altri. Tenete presente che l’uomo ha voglia di scoprire, di lottare per conquistarvi, ama la preda difficile, anche se lo nega. Invece ultimamente tendiamo a darci troppo facilmente, è tutto troppo “fast food“. Se sappiamo aspettare, capiremmo anche se è l’uomo che fa per noi. Se lui vuole tutto e subito, allora evidentemente non vuole costruire niente di durato.

Ma questa velocità nel concederci non potrebbe nascondere la paura di stare da sole?
Anche, soprattutto nelle donne che hanno raggiunto i 40 anni. Ma c’è pure la tendenza a svendere la nostra persona e il nostro corpo. E poi siamo convinte che col sesso l’uomo ci ami di più. Persino la donna più appagata e indipendente, cerca sempre nell’approvazione del compagno la sua completezza. E pensa di trovarla più facilmente se lo soddisfa sessualmente. In generale viviamo nella convinzione che se mostriamo le nostre doti sotto le lenzuola, riusciamo a legarlo più strettamente a noi, perché lo coinvolgiamo non solo spiritualmente ma gli mostriamo cosa sappiamo fare per sedurlo.

Ma allora meglio sole che male accompagnate?
Ti rispondo con questa immagine. Se la nostra vita è una bella torta, l’uomo deve essere la ciliegina, ossia un valore aggiunto. Quindi non dovremmo avere paura di stare sole. Anche se è ovvio che piace a tutte avere qualcuno accanto. Ma non deve essere una necessità, altrimenti ricadremmo in tutti gli errori di cui abbiamo parlato. Non dobbiamo stare con un uomo per forza e accettare tutti i compromessi che poi ci fanno soffrire. Impariamo innanzitutto a chiederci come ci fa sentire la persona con cui stiamo, perché importante è capire non quello che ci dà, ma come ci fa stare. E per fare questo, dobbiamo andarci piano e non concederci tutte e subito. Anche a livello emotivo. Dobbiamo mettere un freno alla fame d’amore che oggi è sempre più dilagante (anche tra gli uomini). È proprio questa fame d’amore che fa commettere moltissimi errori e fa perdere di vista noi stesse, così ci concentriamo sull’altro chiedendogli continuamente conferme sui suoi sentimenti nei nostri confronti. E il rapporto diventa quasi morboso e si guasta.

Dunque per essere felice, la donna deve prima essere consapevole di sé e poi trovare l’uomo giusto?
Sì. Se dovessi fare un appello, direi: “Donne state su di voi, ascoltatevi, ritagliatevi degli spazi vostri, cercate di fare una vita che vi dia il massimo delle gratificazioni, anche se è difficile, non cercate conferme esterne”. Se farete così, poi attirerete a voi la persona giusta. Non dimentichiamo che siamo energia. Se ci mostriamo indipendenti, anche da un punto di vista psicologico, l’uomo avverte questa nostra forza e ne rimarrà attratto. Al contrario, se ci mostriamo bisognose, è portato a fuggire.
Poi dobbiamo ricordarci che non esiste l’uomo giusto o sbagliato, ma quello più adatto a noi. Se stiamo bene con noi stesse, comprenderemo meglio chi ci potrà soddisfare e non ci metteremmo col primo che capita perché siamo bisognose d’affetto e insicure. Quindi, la prima regola per trovare l’uomo che ci farà stare bene è creare un Io forte.

Come facciamo a capire quando l’uomo è adatto a noi?
La risposta più semplice che ti posso dare è questa: è quello giusto se ci fa star bene. Allora non avremo più bisogno di chiedere conferme. Lui è quello che ci va bene così com’è, senza bisogno di cambiarlo. L’uomo giusto è quello che ci fa sentire leggere, che ci fa ridere delle piccole cose.

Una volta trovato, come facciamo a tenercelo stretto?
La risposta a questa domanda potrebbe essere il contenuto di un nuovo libro. Siccome è facile ricadere nei nostri errori sentimentali, direi che bisogna innanzitutto fare un lavoro su noi stesse: dobbiamo diventare consapevoli delle trappole mentali e bloccarle.
Bisogna pensare positivo, individuare tutti gli aspetti che ci fanno stare bene con lui. Ogni volta che ci assalgono paure ataviche e gelosie, dobbiamo concentrarci su un ricordo positivo legato alla nostra relazione. Questo blocca subito i comportamenti errati.
Il secondo passo è conservare la sua e la nostra indipendenza. Bisogna lasciarlo libero, facendogli capire che siamo comunque sempre al suo fianco e siamo lì per lui ogni volta che avrà bisogno. Dobbiamo anche saperlo accogliere. Basta anche solo un semplice abbraccio quando ci si ritrova la sera. Gli uomini con cui ho parlato si lamentano proprio del fatto che noi donne abbiamo perso la capacità di ascoltarli.

Ma questa nostra incapacità di ascoltare è il frutto di una emancipazione femminile male interpretata?
Non credo sia dovuto a questo, ma piuttosto dal fatto che la donna sia molto stressata oggi, divisa tra lavoro e famiglia. A volte non è accogliente perché semplicemente è troppo stanca. E così non si sforza di capire il suo uomo, aspettando che lui faccia il primo passo. Ma è difficile che il maschio si apra. A tutto ciò si aggiunge il nostro desiderio di un riscatto culturale, una sorta di rivendicazione inconscia: vogliamo lavorare, essere indipendenti e pretendiamo che siano gli uomini a sostenerci emotivamente, che facciano quello che noi abbiamo sempre fatto per loro.
Per far funzionare le cose io consiglio di mettere da parte le rivendicazioni e di focalizzarci sullo scopo finale: essere una coppia. Sorvoliamo su rancori e rivendicazioni e concentriamoci sul vero obiettivo che è costruire un amore. Buttiamoci, facciamo il primo passo. Io devo essere al fianco del mio uomo in qualunque circostanza, anche se sono stanca. Incontriamoci sull’obiettivo comune: costruire progetti di vita insieme. Chiediamoci: a cosa tengo di più? Avere ragione o alla nostra vita di coppia?

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