I vicini di casa diventano la famiglia che ti aiuta quando stai per avere un bambino

Creare una rete di gentilezza per sentirci sempre al sicuro e amate

A volte ci sentiamo a disagio a chiedere un aiuto in un momento di difficoltà. Cosa succede? Ci sentiamo subito in imbarazzo, vittime delle nostre paranoie e delle nostre convinzioni che ci fanno sentire deboli e fragili nel momento in cui sventoliamo una piccola bandiera bianca, in cerca di una mano.

La gravidanza è un viaggio, uno dei più belli che potrete mai intraprendere. Ma, come ogni viaggio, è pieno di ostacoli e di momenti non troppo “rose e fiori“. Il corpo cambia, le vostre emozioni sono come dentro ad un frullatore e i giorni no si nascondono, insidiosi, tra i tanti momenti speciali. Vedere crescere un essere umano dentro di voi è emozionante e, al tempo stesso, spaventoso: il carico di responsabilità che arriva con un figlio è enorme e anche durante la sua crescita in pancia ci sentiamo già mamme iper-protettive e ansiose.

Chiedere una mano durante la gravidanza a persone diverse dalla propria famiglia di origine come amici o vicini di casa è già un trend in America e sta arrivando, piano piano, anche in Italia. Sono infatti molte le coppie di giovani che vivono lontani da casa per motivi lavorativi: questo non deve essere assolutamente una ragione per non volere o avere paura di formare una nuova famiglia.

Quando si vuole un bambino si devono mettere in conto tante cose, tra cui l’aiuto esterno. Baby sitter, nonni e bisnonni possono essere dei grandi alleati durante la crescita del figlio e la gravidanza ma non sempre è così facile organizzarsi. Un po’ per lontananza, un po’ per motivi economici alcune coppie non riescono ad avere questa comoda “rete d’aiuto” sempre a disposizione.

Scegliere di creare una personale catena di gentilezza può rendervi la vita più facile: non abbiate paura a chiedere una mano al vicino se, con la pancia da 7 mesi, non riuscite a passare l’aspirapolvere in salotto. Alzare la mano e dire “ho bisogno” non è da perdenti, anzi: è un modo per dimostrarsi umani e meravigliosamente imperfetti. In America i vicini preparano pranzi per due, aiutano con le pulizie e rispondono ai corrieri postali del vicino. Lo fanno per cultura, educazione e per comuni regole di “buon vicinato” aspettandosi lo stesso trattamento dal dirimpettaio.

Sentirsi liberi di poter chiedere una mano ed essere felici di fare lo stesso per l’altro è una vera magia: si innesca un meccanismo di disponibilità e gentilezza che porta solo vibrazioni positive e vi fa sentire subito più al sicuro. Non abbiamo sempre a disposizione i nostri genitori per aiutarci nei momenti in difficoltà, creare dei legami con chi ci sta accanto è un modo per sentirsi sempre parte di una rete di affetti che possono diventare facilmente la nostra seconda famiglia.

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