Trasformata dai ritocchini

Il trend del ritocco estetico è in aumento, ma tante persone sono contrarie a questi interventi. Come la nostra amica, sconcertata dal ringiovanimento della sua coetanea

Foto di Marina Mannino

Marina Mannino

Giornalista e Blogger

Esperta di affari di cuore e pasticci quotidiani, sono stata la caporedattrice di una famosa rivista per ragazze e ho lavorato nella produzione musicale. Sono laureata in Lettere e scrivo per diverse testate.

Dopo diversi anni che non ci vedevamo, ho voluto risentire una cara amica di quand’ero ragazza. Le ho fatto una videochiamata ma quando mi ha risposto sono allibita. Lei era tale e quale a quando eravamo all’università – ma siamo 40enni – e non era il filtro bellezza. Mi ha detto che non si piaceva più ed è ricorsa a qualche ritocchino. Non sapevo cosa risponderle: io sono contraria ai ritocchi, trovo assurdo opporsi al tempo che passa. Valeria

Guardarsi alo specchio e non piacersi è un “classico” di moltissime donne. Le immagini femminili che ci appaiono come vincenti sono levigate, radiose, giovani, con volti perfetti e corpi scolpiti, icone di una bellezza perenne. Invece noi, demolite da otto ore di lavoro e dalle incombenze familiari, tra figli che crescono, spese che aumentano e spazio per noi che diminuisce, ci sentiamo destinate al tracollo fisico causato dal micidiale mix “stanchezza + preoccupazioni + tempo che passa”. Che fare?

C’è chi non ammette ricorsi ai ritocchini ed è fiera dei segni del tempo perché fanno parte della propria storia e chi, invece, considera gli interventi alla stregua di trattamenti beauty che, oltre all’aspetto, migliorano la propria autostima. Chi ha ragione? Intanto consideriamo che c’è modo e modo di usufruire degli interventi chirurgici estetici e di tutta quella gamma di ritocchi più o meno soft che consentono di ritrovare una soddisfacente immagine di sé. Si va infatti dagli interventi studiati ad hoc per chi li richiede, mirati a valorizzare l’aspetto senza stravolgere l’identità della persona, all’esagerazione dei pluri-interventi che rimodellano ogni parte del corpo in una escalation che trasforma il soggetto in un individuo irreale.

La giusta misura parte innanzitutto dal rispetto per la propria individualità e per le necessità che si avvertono. Chi decide di intervenire sui propri “difetti” estetici dovrebbe farlo con l’intento di migliorare la propria immagine, non per somigliare a modelli di bellezza lontanissimi dalla sua personalità, magari “copiati” dalle star di Instagram. È fondamentale rivolgersi a professionisti di comprovata esperienza e serietà, che prima di un intervento dialogano a lungo con la paziente per definire il suo carattere, i bisogni, le aspettative, al fine di consigliarla al meglio su come intervenire e sui rischi del post-operatorio. Il risultato dev’essere invisibile e naturale, oltre che in linea con la propria personalità. Volersi migliorare non è un desiderio illegittimo ma un’aspirazione che, in chi ne sente l’urgenza, punta a eliminare il disagio per un particolare difetto o per i segni dell’invecchiamento.

Resta il fatto che intorno alla chirurgia estetica esiste una specie di contraddittoria attrazione mista a riprovazione: se mostri i segni dell’invecchiamento ti criticano, ma succede lo stesso se mostri gli effetti dei ritocchi a viso e corpo. Comunque vi ricorrono sempre più persone. Morale? Ognuna è libera di fare ciò che ritiene necessario per il proprio benessere. Resta famosa la frase dell’attrice americana Cher, 75 anni, premio Oscar, fan dei ritocchi e dell’autodeterminazione: “Se voglio mettermi le tette sulla schiena non sono affari di nessuno tranne i miei”. All’opposto, l’attrice Meryl Streep, 72, anche lei premio Oscar, che ha dichiarato: “I miei anni li voglio dimostrare tutti. Li ho vissuti, mica li ho rubati”.