Non tirare troppo la corda che prima o poi si spezza

Quella corda può rappresentare i nostri legami più cari, ma anche noi stesse che sprofondiamo nel vuoto tutte le volte che la tiriamo fino a spezzarla

Se approfittiamo della bontà delle persone rischiamo di perderle. Se invece siamo noi, a essere sempre disponibili, arriviamo inevitabilmente a un punto in cui non riusciamo più a esserlo. E questo capita ogni volta che facciamo troppo, per gli altri, per noi stessi. Così succede che quando tiriamo troppo la corda prima o poi si spezza.

Quante volte lo abbiamo sentito? Quante volte lo abbiamo ripetuto a noi stesse e agli altri? Un’affermazione, questa, che spesso è risuonata come una minaccia alla quale, però, non abbiamo dato la giusta attenzione. Perché abbiamo avuto la pretesa di poter maneggiare quella corda con destrezza.

Così ci siamo appigliate ad essa, l’abbiamo tirata, con la convinzione errata che questa sarebbe stata esattamente lì. E invece no. Nulla è destinato a restare così com’è, neanche quella corda. Si sfilaccia, si consuma, si deteriora fino a che anche l’ultimissimo filo si rompe.

Così siamo cadute, sprofondando nel vuoto. Senza prendere alcuna precauzione, anche quando sapevamo che questo poteva accadere. Ma non abbiamo fatto niente.

Arriviamo però a un certo punto della nostra vita in cui non possiamo più permettercelo, perché l’importanza che assume quella corda è per noi fondamentale. Può rappresentare il legame tra noi e la nostra migliore amica, quella che abbiamo sempre dato per scontato e che abbiamo trascurato. O può significare la relazione sentimentale che viviamo, la stessa che non alimentiamo attraverso l’impegno, l’amore e la reciprocità. La corda può essere anche la pazienza di qualcuno, quella della quale stiamo abusando.

Ma quella corda può rappresentare anche noi stesse. Lo fa quando ci ostiniamo a non ascoltarci, a non riconoscere i nostri limiti e a non fermarci quando dovremmo. Ogni volta che scegliamo di fare di più, pretendendo l’impossibile senza pensare alle conseguenze. Ecco, è in quel momento che l’ultimo filo si sfilaccia e ci fa sprofondare nel vuoto, in caduta libera.

Ma siamo noi a fare la differenza. Possiamo imparare a fare i doppi nodi per renderla ancora più resistente di prima, o lasciarla andare quando invece si è rotta irrimediabilmente. Per smetterla di tirarla unicamente, da un lato o dall’altro, per non vederla mai rotta. Per far sì che questa resti in equilibrio.

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Non tirare troppo la corda che prima o poi si spezza