La tua scrivania è in disordine? Ecco cosa il tuo vicino penserà di te

Uno studio ha svelato gli impatti di una scrivania caotica in un ambiente lavorativo. Se siete disordinati, ecco cosa penserà la gente di voi

L’Università del Michigan ha analizzato l’impatto di una scrivania in disordine sui colleghi d’ufficio. Certi segnali infatti portano alcuni a delineare un profilo a priori, corretto o errato che sia.

Lavorare in ufficio pone tutti noi sotto la lente d’ingrandimento dei nostri colleghi. È inevitabile che alcune nostre abitudini finiscano per essere rapidamente notate da chi ci circonda, portando a dei giudizi negativi o positivi. Uno dei principali elementi di distinzione tra colleghi è la scrivania. C’è chi la preferisce spoglia e chi invece la rende una sorta di estensione della propria camera. C’è soprattutto chi la tiene in perfetto ordine e chi invece appartiene alla linea di pensiero del: nel mio caos c’è un preciso ordine.

Queste persone si ritrovano a fare i conti con una scrivania a dir poco disordinata che, dopo anni d’esperienza, non crea loro alcun tipo d’ansia. Posta sotto lo sguardo attento dei colleghi, questa abitudine può scatenare però dei giudizi negativi. Una postazione caotica non è ovviamente sintomo di un cattivo dipendente, ma l’Università del Michigan ha voluto condurre uno studio su questa particolare abitudine, analizzandone le conseguenze.

Per l’esperimento sono stati scelti 160 partecipanti, fatti sedere nell’ufficio di un ricercatore, dapprima ordinato e in seguito caotico. Nel primo caso tutto era al proprio posto, nel secondo invece non esisteva alcun senso organizzativo, con cartacce ovunque, libri aperti e perfino l’orologio con orario errato. I partecipanti hanno poi dovuto dire la propria sul carattere del ricercatore, basandosi unicamente sullo stato del suo ambiente di lavoro.

La maggior parte di loro ha considerato il titolare dell’ufficio disordinato più nevrotico e incurante degli altri e dei loro bisogni. Di fatto un pessimo collega d’ufficio. Giudizi che non hanno basi reali, considerando come i partecipanti non abbiano mai conosciuto il ricercatore. L’esperimento aveva però tutt’altro obiettivo da raggiungere.

Ciò che contava era evidenziare come certi giudizi possano nascere a priori. Soltanto guardando una scrivania è possibile decidere che tipologia di rapporto instaurare con un collega. Se fate fatica a trovare amici d’ufficio dunque, è possibile che stiate mandando dei segnali errati, impedendo ad altri di conoscervi al di là della vostra apparenza disordinata.

Scrivania in disordine

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