Stalking e gelosia, le radici nel cervello. Allo studio una cura

La gelosia ossessiva e i comportamenti deliranti e ossessivi che sono alla base dello stalking e della sindrome di Otello, uxoricida della moglie per gelosia nell’omonima tragedia di Shakespeare, nascerebbero in una precisa area del cervello, ovvero nella corteccia prefrontale ventro-mediale, localizzata all’incirca al di sopra della fronte.

La scoperta, di cui sono autori i ricercatori della Facoltà di medicina dell’università di Pisa, Dipartimento di psichiatria e scienze neurologiche, è importante in quanto apre una speranza alla ricerca di un farmaco in grado di tenere sotto controllo questo tipo di comportamento.

La gelosia fa parte della natura dell’uomo, ma quando si trasforma in ossessione o peggio in stalking diventa un grave problema, che può spingere all’omicidio o al sucidio. E’ per questo che gli studiosi hanno cercato di individuare dove si origina nel cervello, in modo da poter successivamente individuare una soluzione farmacologica per questo problema.

L’origine della gelosia è localizzata, secondo lo studio, nell’area cerebrale chiamata corteccia prefrontale ventro-mediale, che si trova nella zona superiore della fronte. E’ proprio qui che nasce il comportamento complesso, ovvero le emozioni, le reazioni ad esse e le realtive riflessioni. E’ qui che si formano le anticipazioni di possibili scenari, previsioni che possono anche essere catastrofiche se patologiche.
Il geloso ossessivo è dominato dalla convinzione irrazionale che la relazione con la persona amata sia di vitale importanza e che la sua perdita avrebbe effetti catastrofici. L’ossessione si radica nel cervello tanto da spingerlo persino all’omicidio, come purtroppo possiamo constatare dalle pagine della cronaca nera.

Alcune forme estreme di gelosia delirante, osservano gli studiosi, sono presenti in disturbi psichiatrici come la schizofrenia e l’alcoolismo oltre che in disordini neurologici come la malattia di Alzheimer ed il morbo di Parkinson. E’ ancora da capire il meccanismo che lega questa forma di ossessione a tali malattie.
Donatella Marazziti, una delle ricercatrici, spiega: "Lo studio è appena agli inizi. La gelosia solo di recente ha catturato l’attenzione delle neuroscienze. Purtroppo nelle attuali classificazioni dei disturbi mentali non c’è traccia della gelosia in quanto categoria a sé . Si trova nascosta nelle più vaste categorie della depressione, dei disturbi ossessivo-compulsivi, della paranoia. La nostra ricerca dimostra invece che in realtà è un disturbo mentale a sé  stante, soprattutto nelle sue forme estreme.

 

Stalking e gelosia, le radici nel cervello. Allo studio una cura