Spazio vitale, la “bolla” di cui non si può fare a meno

Non sopporti chi ti sta troppo addosso o chi ha il vizio di toccarti mentre ti parla? C'è una spiegazione scientifica...

Ti capita di essere infastidita quando una persona ha il vizio di toccarti in continuazione quando ti parla? O non sopporti se qualcuno ti sta troppo addosso mentre sei in coda? Vari studi scientifici hanno dimostrato che c’è una ragione evolutiva dietro al tuo disagio: ognuno di noi ha stabilito uno “spazio personale“, una “bolla” dentro alla quale sentirsi al sicuro. Per alcuni può essere più estesa che per altri, ma tutti hanno una zona che non vogliono sia violata.

Innanzitutto, a determinare l’ampiezza dello spazio entro il quale ci sentiamo protetti è il rapporto che abbiamo con la persona con cui veniamo a contatto. Con una nostra amica siamo disposte a tollerare una vicinanza maggiore che con un perfetto sconosciuto, e le “distanze di sicurezza” si fanno ancora più ridotte quando siamo in compagnia del nostro partner.

Secondo il neuroscenziato Michael Graziano, il cervello calcolerebbe (in maniera inconscia) una sorta di cuscinetto attorno al corpo, di dimensioni variabili in base al contesto in cui ci troviamo. Uno studio del 2009 ha anche individuato la zona in cui vengono elaborate le informazioni relative alla distanza da mantenere: si tratta dell’amigdala, l’area più antica del cervello, deputata al controllo di paura e ansia.

Da questo si deduce come la capacità di tollerare la vicinanza degli altri abbia origini evolutive. Gli umani, infatti, sono fin dalle loro origini animali sociali e hanno sempre vissuto in gruppi. L’abilità di saper riconoscere chi si poteva tenere vicino e chi doveva essere tenuto a distanza era fondamentale per capire quando fosse il momento di scappare.

Millenni dopo, secondo una ricerca pubblicata da PLOS One, abbiamo mantenuto lo stesso istinto. Durante un esperimento sono state fatte ascoltare a un gruppo di persone delle voci aggressive seguite dal rumore di passi in avvicinamento e, successivamente, voci neutre seguite dallo stesso suono. Nel primo caso i partecipanti al test avvertivano la sensazione di pericolo molto prima che nella seconda situazione. Questo dimostra che siamo capaci di adattare la “bolla” che ci avvolge alle situazioni, per poter reagire più in fretta in caso di pericolo.

Spazio vitale, la “bolla” di cui non si può fare a m...