La sottile linea tra sindrome da crocerossina e dipendenza affettiva

Quando dedicarsi totalmente all’altro nasconde un lato oscuro

Accade spesso che all’interno di una relazione non equilibrata, ci si ritrova a sacrificare il proprio mondo a favore degli altri.

Questo atteggiamento è riconosciuto universalmente come sindrome da crocerossina o di Wendy, in riferimento alla compagna di Peter Pan che, sull’isola che non c’è, si prese cura di tutti i bambini sperduti.

Apparentemente, l’atteggiamento da crocerossina, può essere confuso con l’altruismo. In realtà, tra le due cose, c’è una grandissima differenza: una donna altruista è equilibrata e non sacrifica o annulla la propria vita, piuttosto utilizza la sua sensibilità e l’empatia per comprendere il dolore degli altri e supportarli nei momenti del bisogno.

La sindrome di Wendy in realtà nasconde un lato oscuro: la paura della solitudine e del rifiuto. Alcune donne infatti, decidono di dedicare la loro vita agli altri per paura di perdere quelle persone. Accade infatti che nella mente si inneschi quel pensiero secondo il quale, l’unica fonte d’amore che si può ricevere, è quella che arriva dal “salvataggio”.

Aiutare gli altri, a volte in maniera quasi compulsiva e ossessiva, è una tattica per colmare un vuoto interiore. Una realtà questa, che molte donne, nascondono a loro stesse: hanno paura di restare sole e essere abbandonate.

La disponibilità quasi illimitata, la premura e la preoccupazione, unite al tempo trascorso esclusivamente dedicato all’altra persona, mascherano la volontà di creare una sorta di patto tacito: se io sono sempre lì per te, tu non mi abbandonerai.

È come se, chi assume l’atteggiamento tipico da crocerossina, non si sente meritevole d’amore, piuttosto invece deve guadagnarlo attraverso l’annullamento della sua vita e delle sue esigenze.
Quelli che apparentemente sembrano atteggiamenti di estremo altruismo, celano in realtà la paura dell’abbandono e una grandissima sofferenza irrisolta.

Riconoscere la dipendenza da crocerossina e scavare sulle motivazioni interiori che portano a questo atteggiamento, è un primo passo verso l’autonomia affettiva.

Nessuno può o deve salvare l’altro: amare è la cosa più bella al mondo, occorre soltanto trovare un equilibrio, personale e di coppia, per affrontare la vita nel modo più bello.

La sottile linea tra sindrome da crocerossina e dipendenza affett...