I soldi non fanno la felicità. Il tempo che abbiamo sì

È stato quando ho perso tutto che ho ritrovato la mia libertà. E senza quegli oggetti ai quali davo valore ho capito cos'è, davvero, la felicità

Sabina Petrazzuolo Lifestyle editor e storyteller Scrittrice e storyteller. Scovo emozioni e le trasformo in storie. Lifestyle blogger e autrice di 365 giorni, tutti i giorni, per essere felice

Forse è colpa della società in cui siamo nati e cresciuti, ma anche un po’ di quelle dinamiche che si creano nel corso della vita e che ci portano a pensare che è vero che i soldi fanno la felicità. Perché per quanto possiamo essere attirati dall’idea di una vita fatta di cose semplici, è innegabile quanto la presenza di una ricchezza materiale spesso e volentieri ci appaghi, ma soprattutto semplifichi la nostra quotidianità.

Ci ho creduto anche io a questa cosa, fortemente e con tutta me stessa. Sono arrivata a pensare che i soldi fossero all’origine del benessere, proprio come la società occidentale ci ha insegnato. Ma mi è bastato ritrovarmi a non avere più niente per capire che tutto quello in cui credevo era sbagliato.

Ed è strano aver compreso questo proprio quando all’apparenza sembrava che i soldi fossero tutto ciò di cui avevo bisogno, eppure è stato quando mi sono ritrovata senza più una casa e un lavoro che ho trovato, per la prima volta, la libertà. Quella che mi allontanava dalla schiavitù del bisogno che appartiene alla società.

È stato difficile all’inizio, perché devo ammettere che come tante altre persone ho sviluppato con gli anni un certo legame nei confronti di quegli oggetti che sentiamo di dover acquistare a ogni costo. Gli stessi che vediamo alla televisione, sui social network e addosso alle celeb e alle influencer. Lo smartphone di ultima generazione, i device costosissimi che controllano ogni momento della nostra vita, le borse e le scarpe. Io avevo tutto, ma nulla di questo mi dava davvero qualcosa.

Quello che invece sentivo di perdere, tra le mani, era il tempo. E il mio stava scorrendo via troppo velocemente. È stato proprio quando ho lasciato alle spalle tutti quegli oggetti ai quali attribuivo il mio benessere, che ho capito che non erano quelle cose a rendere migliore la mia vita.

Ho capito che tutti quegli oggetti li avrei potuti ricomprare. Il tempo che avevo perso, invece, non sarebbe più tornato neanche scambiando tutto l’oro del mondo. E se è vero che bisogna fare tesoro degli insegnamenti della vita, anche quando ci cadono addosso prepotentemente, era arrivato il momento di cambiare le cose.

E allora mi sono chiesta: dov’è che sta realmente la felicità? In un viaggio, in un’esperienza, tra le braccia di mamma e in compagnia degli amici oppure nello smartphone e nel conto in banca? Io la risposta me lo sono data e ho capito che questa non ha alcun prezzo.

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I soldi non fanno la felicità. Il tempo che abbiamo sì