La sofferenza nascosta dietro le urla e la rabbia

Nessuno comprenderà il dolore celato dietro la tua ira. Così il tuo comportamento mieterà solo vittime

Fermati, respira, piangi se serve, ma non nascondere la tua sofferenza dietro l’ira funesta e la rabbia che, prima o poi, ti consumeranno. E lo capisco che, se ti senti attaccata o ferita, la tua immediata reazione è quella di aggredire chi, in quel momento consideri un tuo nemico, ma questo non farà che creare ancora più danni.

C’è tanta sofferenza nascosta dietro la rabbia, ma nessuno ti capisce e questo ti fa ancora più male. Così urli, offendi, sbraiti contro chiunque ti delude o non prova neanche a capirti, perché ci rimani male, perché sei più fragile di quanto vuoi ammettere, ma preferisci farti dominare dalla collera piuttosto che mostrare agli altri le tue lacrime.

Discussioni furiose che nessuno sa spiegarsi, che ti etichettano come “esagerata” o addirittura “esaurita”, quando tu sai che nel tuo cuore c’è un turbinio di emozioni che non sai spiegare, se non esplodendo con la rabbia, la stessa che mina i rapporti con le persone che ami e che ti logora dentro.

Succede ogni volta che, dietro a un atteggiamento per te sbagliato o deludente di una persona cara, tendi a innescare l’ennesima discussione distruttiva, minacciando di interrompere i rapporti, a volte persino dicendo cose che non pensi solo per ferire l’altra persona.

Accade perché anche tu ti sei sentita ferita, anche senza un motivo. Succede perché hai paura di perdere l’altra persona, perché l’insicurezza nella tua vita è una costante, ma non lo dici e lo tieni per te. Così ogni volta che qualcuno assume un atteggiamento che tu non sai decifrare, trai le tue conclusioni nefaste scatenando una guerra che miete solo vittime.

Perché poi, quando lo sfogo si è concluso e la rabbia si attenua, ecco che vorresti dimenticare quello che è successo, per tornare a come era prima, ma è inutile negare che le conseguenze delle tue azioni si ripercuotono inevitabilmente sulle altre persone.

Ecco perché dovresti fermarti e respirare, ascoltare tutti i muscoli del tuo corpo e dominarli, prenderti del tempo per analizzare le situazioni sotto un’altra prospettiva e magari, aprire un dialogo con la persona accusata. Ti renderai conto che, nella maggior parte dei casi, l’atteggiamento imputato è spiegabile come una distrazione o una debolezza.

Perché la rabbia, ora lo sai, non è un antidoto contro la sofferenza.

 

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