Sui social tutti sono esperti di tutto: la scienza spiega perché

Perché sul web diventiamo tutti esperti di tutto? A spiegarci questa tuttologia sul web è la scienza

Ogni giorno sembra essere peggio del precedente: sui social tutti sono esperti di tutto, esprimono opinioni roboanti e non si tirano indietro anche quando sono visibilmente scorrette o facili da smentire. Come mai? Perché coloro che millantano di sapere qualsiasi cosa e in qualsiasi contesto continuano a essere così tanti?

A spiegarci come mai il numero di tuttologi del web non accenna a diminuire, in realtà, è la scienza. Sì, perché se da una parte il fatto di comportarsi in un determinato modo ha sicuramente a che fare con il mezzo utilizzato per esprimersi (computer e tastiera rimangono impersonali e “proteggono”, nonostante tutto), dall’altra parte è tutta questione di… psiche.

Tutti sono esperti di tutto sui social: l’effetto Dunning-Kruger

La scienza parla chiaro: se sui social tutti sono esperti di tutto è colpa di una distorsione cognitiva. Uno degli studi più completi da questo punto di vista risale a qualche anno fa (2018) ed è sloveno. I ricercatori sono riusciti a condurre una vera e propria ricerca sui cosiddetti ignorant expert, ovvero coloro che pensano di sapere più di quanto, in realtà, conoscono.

Per selezionare i partecipanti, gli scienziati hanno semplicemente parlato di uno studio sui social media. Ciò che è emerso è, appunto, che i tuttologi hanno una visione distorta delle proprie competenze che corrisponde al nome di effetto Dunning-Kruger.

L’effetto Dunning-Kruger è un’illusione propria di persone con scarse abilità e grande ego, che danno per buono ciò che pensano e ritengono equivoco ciò che gli altri sostengono. È legato a un concetto illusorio di superiorità e deriva dall’incapacità di ritenersi “inferiori” in qualsiasi campo.

A caccia di protagonismo

Se quanto letto sull’effetto Dunning-Kruger non basta, la scienza ci fa presente anche un’altra cosa molto, molto comune: i tuttologi sui social sono spesso a caccia di protagonismo. Come riportato su numerose ricerche e articoli accademici (tra cui lo studio Social Media Use and Vulnerable Narcissism: The Differential Roles of Oversensitivity and Egocentricity della psicologa Rebecca Fegan, docente dell’Università di Manchester), i social sono il campo più fertile per le persone egoriferite e a caccia di attenzioni.

Nello specifico, la dottoressa Fegan sottolinea che il narcisismo è uno dei tratti maggiormente riscontrati nei tuttologi del web, perché si distingue per grandiosità, vanità, bassa empatia e desiderio di ammirazione. Gli utenti narcisisti sono quelli che più tendono a esprimere le proprie opinioni senza neanche considerare l’idea che possano esserci alternative e minimizzando o sminuendo qualsiasi ipotesi contraria.

Come sopravvivere alla tuttologia da social

Ma come si fa a sopravvivere in questo scenario che sembra sempre più disastrato? Semplice: in primis con un po’ di sano digital detox. Il tempo che passiamo sui social network, infatti, aumenta la nostra dipendenza da essi. Il meccanismo che si innesca è quello di una vera e propria droga, con la pulsione a scorrere i feed dei nostri profili e a farci il sangue amaro di fronte ai tuttologi che urlano in maniera incontrollata le loro (fantomatiche) opinioni.

Oltre al digital detox, inoltre, bisogna cercare di tenere presente che molto di ciò che si legge sui social è frutto delle manie di protagonismo di cui abbiamo già parlato. Per sopravvivere, dunque, basta non interagire con il tuttologo in questione, silenziarlo o rimuoverlo dagli amici per non alimentare il suo ego. Infine, la cosa più importante: leggere, informarsi, documentarsi. Perché solo la consapevolezza può sconfiggere l’ignoranza. Anche quella inconsapevole.