Skins: adolescenti ribelli, senza censure e senza filtri

Una serie Tv britannica di rottura, che ha riscosso grande successo, è sbarcata in Italia

Un vero e proprio ritratto della generazione degli adolescenti, senza filtri e senza censure. A partire dal linguaggio. Una serie-tv di rottura e di successo che fa anche discutere: Skins, campione di audience in Gran Bretagna, da dove il telefilm è arrivato e andato in onda su Mtv italia.

La serie con Nicholas Hoult e April Pearsonlo ha riscosso uno straordinario gradimento tra i giovani britannici proprio per la sua capacità di rappresentare, in modo diretto e non filtrato da perbenismo e morale, la realtà quotidiana di un gruppo di 17enni.

Ogni episodio della prima serie si focalizza su uno degli 8 protagonisti mostrando, in un’inglesissima Bristol, l’universo relazionale nel quale ciascuno di loro si muove, dal contesto scolastico a quello familiare, senza nascondere gli aspetti più intimi della loro personalità fatta di abitudini, fragilità, ossessioni, vizi, paure e sogni.

A differenza di molte altre serie televisive che si sono confrontate con la problematica vita degli adolescenti, ciò che rende Skins davvero fuori dal comune è che per la prima volta per raccontare la vita dei ragazzi si fa uso del loro linguaggio, senza ricorrere a perifrasi e alla messa in scena di banali personaggi stereotipati. Anche i comportamenti estremi o inusuali, generalmente stigmatizzati nei teen drama perché considerati «devianti», non vengono isolati e giudicati.

La ribellione degli adolescenti inglesi a metà anni ’70 sembra rivivere in questa serie se non fosse che questi ragazzi, a differenza dei loro coetanei di 30 anni fa, non cercano il confronto col mondo adulto ma al contrario guardano dall’alto verso il basso genitori ed insegnanti che, comunque, risultano alle volte poco adatti a fare loro da guida o ad accompagnarli dall’adolescenza all’età adulta con consapevolezza.

Skins può essere considerato uno dei pochissimi ritratti di alcuni settori dell’adolescenza, dove in ogni episodio tra humour, passione e temi scomodi – come anoressia, omosessualità, droghe e sesso – vengono abbandonati i classici intrecci da soap opera per raccontare con semplicità e naturalezza storie forti e vere.

Recensito dai maggiori giornali inglesi come «intelligente, pioneristico ha tutte le carte per diventare lo show dell’anno» (Times) o «una delle produzioni più interessanti degli ultimi anni» (Heat), Skins è arrivato in Italia per dare una visione senza censure di una generazione apparentemente tranquilla che nasconde una voglia di riscatto ma che allo stesso tempo ha un’inconsapevole grossa paura di affrontare un mondo sempre più precario, messo a dura prova da guerre, disastri naturali, cambiamenti ambientali e governi incostanti.

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