Sii come quelle barche, che non hanno paura di lanciarsi e di affondare

Ti auguro di essere come quelle barche straboccanti di sole della poesia di Jacques Brel

Conosco delle barche che hanno gli stessi lineamenti di quelle menzionate nella splendida poesia di Jacques Brel. Alcune di loro le ho ammirate da lontano, con orgoglio e anche un pizzico di invidia perché loro sono state capaci di affrontare i venti più ostili, di navigare durante la tormenta, di superare qualsiasi ostacolo pur di raggiungere la destinazione.

E nonostante la consapevolezza del rischio che correvano nel percorrere quella strada, non priva di insidie, loro sono state capaci di spiegare quelle vele senza paura o remore alcuna per sparire lì, tra l’orizzonte del cielo infinito. E più le guardavo, più sognavo di diventare un giorno come loro: coraggiosa, tenace, pronta a tutto pur di inseguire i miei sogni.

Anche io sono stata una barca tanto tempo fa. Ma non rientravo tra quelle che abbandonavano il loro porto sicuro per affrontare l’oceano. Io ero talmente incatenata al molo che ormai, avevo disimparato a liberarmi, o semplicemente avevo smesso di provarci. Perché quel porto in cui sostavo era così sicuro e confortevole che il mondo lì fuori mi sembrava qualcosa di troppo spaventoso da affrontare.

Però io a quei tempo non lo potevo sapere che tutto quel rischio calcolato mi avrebbe privato della felicità più vera e autentica. Così ho iniziato semplicemente a sopravvivere. Perché sono rimasta nel porto per paura, così a lungo, da lasciare che il mare mi arrugginisse. Finché poi uno tsunami inaspettato è arrivato fino alla terra ferma e mi ha presa in pieno, lacerando le mie vele, graffiandomi dappertutto.

Non ci è voluto poi moto affinché capissi che quell’evento così violento, e apparentemente distruttivo, altro non era che il preludio alla cosa più preziosa che potesse succedermi: quella di ritrovare me stessa. Così l’ho fatto, ho lasciato le acque immobili nelle quali avevo sostato per troppo tempo e ho navigato senza seguire neanche più la rotta. Mi sono persa e ho rischiato di affogare, ma mai sensazione nella vita è stata così bella come quella di quella di navigare sotto i raggi del sole per godere degli attimi di libertà e di eterna felicità, così intensi da fare male.

Ecco perché oggi ti auguro di perderti in mare aperto, di avere il coraggio di affondare se è necessario, di spiegare le vele e navigare oltre l’oceano. Ti auguro di essere come quelle barche della poesia di Jacques Brel

Conosco delle barche
che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora, ogni giorno della loro vita e che non hanno paura a volte di lanciarsi fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.
Conosco delle barche che tornano in porto lacerate dappertutto, ma più coraggiose e più forti.
Conosco delle barche straboccanti di sole perché hanno condiviso anni meravigliosi.
Conosco delle barche che tornano sempre quando hanno navigato. Fino al loro ultimo giorno, e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti perché hanno un cuore a misura di oceano.

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Sii come quelle barche, che non hanno paura di lanciarsi e di affondar...