Sentirsi delusi: il peso dell’intransigenza

E se fosse colpa nostra e di tutte quelle aspettative sbagliate?

Quante volte, con le lacrime agli occhi e quel dolore al cuore, ci siamo ripetute che non ci saremo più illuse? Ci siamo convinte con il tempo che tutti, prima o poi, ci deludono e che forse è davvero meglio non avere aspettative dalla vita e dalle persone che ci circondano.

È vero anche che tante, troppe volte, abbiamo scelto di restare accanto a persone che in realtà non ci hanno promesso niente, costruendo inutili e dolorose aspettative. E poi ci sono state quelle che, hanno costruito una vita su giuramenti che poi non hanno mai mantenuto.

La verità è che ci saranno sempre persone che ci spezzeranno il cuore, che metteranno al primo posto sempre e solo loro stesse, e allora sì, che farà male. Ma ci saranno anche volte in cui, ci sentiremo deluse semplicemente perché abbiamo creato delle aspettative infondate, oppure ci siamo convinte della negatività di qualcosa che esiste solo nella nostra testa.

Perché a volte, il peso dell’intransigenza che abbiamo nel cuore, non ci fa vedere le cose con lucidità, ecco perché forse dovremmo fermarci a riflettere e capire cosa sta succedendo.

In questo senso, ci viene in aiuto la psicologia, che ha definito tre profili di persone che tendono a rimanerci sempre male, vittime eterne della delusione. Esistono i permalosi, gli ipersensibili e i candidi e sono quelle persone che ci rimangono male, che si sentono ferite o vittime di qualcosa anche se in realtà non è successo nulla.

In tutti e tre i casi c’è un atteggiamento comune di sconforto e delusione nei confronti della realtà e delle persone ogni qualvolta accade qualcosa che esula dai loro piani. Queste persone sognano una vita senza imprevisti o ostacoli, immaginando che tutto si adegui perfettamente ai loro bisogni, alle fragilità e alle personali esigenze: se qualcosa va storto, ecco che la vita e gli altri diventano crudeli.

Se rientriamo in questi profili psicologici, forse è il caso di fermarci e analizzare la nostra intransigenza, imparare ad accantonare le aspettative irrealistiche e al contrario, trasformare gli ostacoli e gli imprevisti in qualcosa di positivo, anche grazie alle diverse prospettive.

Dovremmo imparare, inoltre, a ringraziare e ad apprezzare quello che una persona può darci, anche se questo non rispecchia le nostre aspettative, e non cadere nell’errore di pensare che noi avremmo saputo fare di meglio. Accettiamo il fatto che siamo tutti diversi e che forse, tante volte, dovremmo semplicemente imparare a cambiare il nostro atteggiamento.

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