Segui il tuo cuore ma con cervello

Lo seguiamo quando restiamo aggrappate alle situazioni che ci fanno soffrire, quando tratteniamo chi è destinato ad andare via comunque. Ma è quello che vuole il cuore

Dicono che per seguire il cuore ci vuole coraggio e un pizzico di incoscienza, che facendolo non si sbaglia mai. Eppure nella mia vita ho imparato che queste, in molti casi, sono solo delle bellissime parole dalle quali proteggersi in qualche modo. Dei suggerimenti, a volte pericolosi, che arrivano da ogni parte, da ogni persona che conosciamo e che però rischiano di farci perdere gli obiettivi che abbiamo.

Ed è certo che l’amore non ragiona per obiettivi, questo è chiaro. Ma se è vero che il sentimento più potente che governa il mondo intero è parte integrante del nostro essere, è vero anche che non dovremmo mai lasciarci consumare da questo. Perché non è questo il suo scopo, non è questa la sua natura.

È per questi motivi che è necessario imparare a razionalizzare, a usare il cervello e il nostri pensieri più lucidi tra gli istinti e tutte quelle azioni e reazioni di pancia. Quel consiglio che tutti ci danno, quello di seguire il cuore, a volte può trasformarsi in una scusa per non mettersi davvero in gioco, per non chiudere un capitolo di vita, per non allineare davvero emozioni e azioni. Così diventiamo capitani e seguaci di quei sentimenti, e dietro quelli ci nascondiamo.

Seguire il cuore vuol dire anche e soprattutto imparare a conoscersi, non perdersi dietro a follie e tormenti. Vuol dire prendere consapevolezza dei desideri e dei sentimenti più profondi, imparare ad aprirsi, prima verso se stessi e poi nei confronti degli altri. Ma vuol dire anche sapersi ascoltare e tradurre quel linguaggio che troppe volte ci appare sconosciuto.

Quante volte ci siamo ripetute che ci avremmo provato fino alla fine, fino a sbattere la testa contro il muro perché solo così avremmo capito che non c’era più niente da fare? E quante volte ci siamo ritrovate in relazioni che hanno fatto a pezzi il nostro ego e i nostri sentimenti, che sono finite per trasformarsi in una raccolta indifferenziata delle briciole degli altri, perché solo queste a noi erano destinate. E poi ancora i tradimenti, le umiliazioni subite, le lacrime e le notte in bianco. Tutto questo per seguire il cuore. Ma è davvero questo che lui vuole da noi? Che vuole per noi?

Seguire il cuore vuol dire anche imparare ad ascoltarlo, riuscire a decifrare i suo linguaggio. E questo fa paura, certo, perché con tutta probabilità facendolo ci accorgeremo che quello che voleva dirci era ben diverso da quello che abbiamo fatto. Lui ci invita a muoverci e ad agire e non in una direzione univoca, ma in tante, a volte anche diverse e spaventose, le stesse che ci permettono di entrare in sintonia con lui.

E per agire abbiamo bisogno anche dei nostri pensieri, della ragione e del cervello. Perché è grazie alla loro sintonia che possiamo ritrovarci e lasciarci alle spalle tutte quelle sofferenze e delusioni che proviamo quando restiamo aggrappate alle situazioni che non hanno più ragioni per esistere, quando con le ultime energie che abbiamo tratteniamo chi è destinato ad andare via comunque. No, il cuore non vuole questo. Vuole solo essere ascoltato e compreso.