Questa è stata la mia luce nella notte più nera

Perché è grazie al buio che ho imparato ad apprezzare la luce e le persone che ci vivono dentro

C’è stato un tempo in cui ho temuto di non rivedere più il sole, giornate scandite solo dal rumore delle lacrime amare che si infrangevano sul pavimento, mentre intorno regnava l’assordante silenzio della notte. Ci sono stati momenti in cui la terra sotto i piedi è venuta a mancare e il mondo, che mi circondava e che era a me familiare, è crollato.

Così, da un giorno all’altro mi sono ritrovata immersa nel buio più nero e mi sono persa. Poi ho capito che avevo bisogno di quel buio per vedere meglio, per comprendere quali fossero le cose e le persone davvero importanti. Per dire addio al dolore e affrontare un nuovo inizio, per ricominciare dalle cose a me più care.

Da quell’amica, che nonostante tutto, c’è sempre stata. Che non ha smesso di chiamarmi anche quando le ho chiesto di non farlo, che ha scelto di starmi accanto nonostante io avessi sostituito le parole e le risate con i silenzi. Lei era lì, al mio fianco a tenermi la mano, senza chiedermi nulla in cambio, disposta ad andare ovunque pur di non lasciarmi sola.

Come quel libro che mi ha regalato, che più che un racconto mi sembrava un luogo sicuro dove potermi rifugiare quando tutte le certezze crollavano. Perché ogni volta che decidevo di arrendermi, quelle parole, mi spingevano a credere che un giorno avrei rivisto il sole.

E lui, la mia gioia più grande, colui che ha salvato tutte le mie giornate, che con la sua “voce” ogni giorno mi ha ricordato che avevo un motivo per alzarmi dal letto. Lui, il mio fedele compagno a quattro zampe, è stato sempre al mio fianco, chiedendo in cambio solo qualche carezza. È stato lui che mi ha dato la forza di ricominciare a piccoli passi.

È grazie a lui, e con lui, che sono ripartita dalle piccole e sane abitudini, come la passeggiata all’alba, scoprendo quanto una camminata alle prime luci del mattino, immersa nel parco urbano della mia città, potesse essere rigenerante, per il mio corpo e soprattutto per la mia anima.

Così come la meditazione, che ho imparato a fare, per aprire un dialogo con me stessa, per ritrovare la forza che credevo di aver perduto. Perché quando a tradirti sono le persone che ti hanno promesso amore eterno, l’abisso diventa l’unico posto apparentemente sicuro.

E forse era quello di cui avevo bisogno perché, grazie alle notti più nere, ho compreso e apprezzato la luce e tutte le persone e le cose che ne fanno parte.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Questa è stata la mia luce nella notte più nera