Amare il proprio corpo senza pensarci troppo: la rivoluzione della body neutrality

Dobbiamo imparare a focalizzare le nostre energie, e l'attenzione, su quello che il corpo ci consente di fare e non sui chili o sulle curve

Sollevate, entusiaste, comprese: così ci siamo sentite quando il movimento body positive è entrato ufficialmente nelle nostre vite diffondendosi mezzo social. Finalmente, quegli standard di bellezza tanto costrittivi venivano scardinati e sotto ai riflettori, sui social e sui cartelloni pubblicitari, apparivano quei corpi non convenzionali o comunque lontani dall’immagine di perfezione che per tanto, troppo tempo, ha campeggiato nella società.

Tuttavia, con la sua diffusione capillare, il body positive, con il tempo, ha mostrato le sue debolezze diventando prima strumento di marketing, snaturando così il suo autentico significato; questo anche attraverso le sue portavoci, delle paladine sempre troppo perfette. Ecco perché, quando la parola neutrality si è affiancata a body, sostituendo il “positive”, ha messo in campo una piccola e grande rivoluzione.

Amare il proprio corpo senza lasciarsi ossessionare da esso: ecco l’essenza della body neutrality, il movimento portato alla ribalta dalla life coach Anne Poirier che invita ad amare il proprio corpo focalizzandoci su quello che ci permette di fare ogni giorno, sulla sua forza e la sua funzionalità, piuttosto che su pregi, difetti e chili.

L’obiettivo è quello di cambiare la mente e non il corpo, concentrarsi su quello che esso fa per noi: ci permette di correre, di camminare, di tenere in braccio un bambino, di fare attività fisica; e solo per questo dovremmo esserle grate. L’attenzione è quindi spostata su tutte le cose che il corpo ci permette di fare e non dal peso, dalle curve e della magrezza.

Questa forma mentis, se fatta nostra, può giovare al benessere mentale, come conferma la scienza. Secondo Alison Stone, psicoterapeuta americana, il tempo che trascorriamo a pensare al nostro corpo ci toglie le energie che potremmo dedicare ad altro. Questa ossessione nel mettere il risalto i pregi o le imperfezioni, come nel caso della body positive, ci impedisce di focalizzare l’attenzione sulla cosa più importante: quello che possiamo realmente fare con il nostro corpo.

Certo, amare il proprio corpo ha una rilevanza fondamentale per il nostro benessere mentale, motivo per il quale il problema non deve essere negato ma, al contrario accettato o comunque non giudicato. Per farlo possiamo partire proprio da quella neutralità che fornisce una grande opportunità per l’accettazione.

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